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	<title>Speciale Tennis &#187; John Isner</title>
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	<description>il blog che ti porta in prima fila</description>
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		<title>Isner campione per la terza volta. A Winston-Salem</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 21:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Julien Benneteau]]></category>
		<category><![CDATA[julien benneteau]]></category>
		<category><![CDATA[torneo di Winston-Salem]]></category>

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																											Ha vinto il suo terzo titolo davanti alla sua famiglia e ai suoi amici, a Winston Salem. Cresciuto nei pressi di questo torneo, John Isner ha sollevato la coppa al cielo dopo aver eliminato in finale Julien Benneteau per 4-6 6-3 6-4. Il francese è scoppiato in lacrime appena il match si è concluso: aveva [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/08/isner1.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/08/isner1.jpg" alt="" title="Isner of the U.S. hits a return to compatriot Blake during their match at the Legg Mason Tennis Classic in Washington" width="400" height="262" class="aligncenter size-full wp-image-12100" /></a></p>
<p>Ha vinto il suo terzo titolo davanti alla sua famiglia e ai suoi amici, a <strong>Winston Salem.</strong> Cresciuto nei pressi di questo torneo, <strong>John Isner</strong> ha sollevato la coppa al cielo dopo aver eliminato in finale <strong>Julien Benneteau</strong> per 4-6 6-3 6-4. <span id="more-12099"></span></p>
<p>Il francese è scoppiato in lacrime appena il match si è concluso: aveva appena perso la sua quinta finale giocata in carriera. Mai Julien è riuscito infatti fin qui a conquistare un titolo Atp. </p>
<p>Il francese ha cominciato il match con grande determinazione, senza concedere neanche una palla break per la prima frazione. Ma l’americano ha elevato il suo gioco, appoggiandosi soprattutto al suo gran servizio, nel secondo set, limitando gli errori, e rimettendo le cose in parità. Per poi prendere le distanze nel terzo e decisivo set.</p>
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		<title>Mardy Fish l’americano: è ancora lui il migliore ad Atlanta. E soprattutto negli States</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 20:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
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		<category><![CDATA[torneo di Atlanta]]></category>

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																											Mardy Fish si conferma campione di Atlanta e, dopo aver salvato due match-points nella sfida tutta americana contro John Isner, replica il successo 2010. Il punteggio finale a favore del ventinovenne del Minnesota, è di 3-6 7-6 6-2. Dopo aver fatto suo il primo set infatti, Isner sembrava sulla via della vittoria anche nel tie-break [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/07/mardyfish.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/07/mardyfish.jpg" alt="" title="mardyfish" width="477" height="232" class="aligncenter size-full wp-image-11732" /></a></p>
<p><strong>Mardy Fish</strong> si conferma <strong>campione di Atlanta</strong> e, dopo aver salvato due match-points nella sfida tutta americana contro <strong>John Isner,</strong> replica il successo 2010. Il punteggio finale a favore del ventinovenne del Minnesota, è di 3-6 7-6 6-2. <span id="more-11731"></span></p>
<p>Dopo aver fatto suo il primo set infatti, Isner sembrava sulla via della vittoria anche nel tie-break del secondo set, dove è andato a servire avanti per 6-4. Ma qui Fish ha cambiato marcia, inanellando quattro punto di fila riuscendo a conquistare, con una gran prova di forza, la seconda frazione e riaprendo la partita. </p>
<p>“Quando ti trovi in quella situazione, con quel punteggio, il match è praticamente chiuso”, ha detto poi Fish. “Sono stato fortunato a venirne fuori. Ho attaccato sulle risposte e tenuto le palle in gioco. Ho giocato degli ottimi punti da quel momento in poi”. “Con il senno di poi”, riflette invece Isner, “avrei dovuto tentare il serve and volley sulla seconda di servizio. Lui ha giocato bene sul mio servizio e ha messo dentro due grandi battute”. </p>
<p>Nella terza frazione, Fish ha sfruttato il momento di grazia in cui si trovava e si è preso subito il break, volando avanti per 2-0. Un doppio fallo di Isner ha regalato al numero 9 un secondo break nel settimo gioco, per poi chiudere in scioltezza il terzo e decisivo set, aggiudicandosi il primo titolo stagionale. </p>
<p>“E’ grandioso vincere di nuovo qui e cominciare la stagione estiva come ho fatto l’anno scorso”, ha detto Fish. “Quest’anno è stato un po’ diverso arrivare qui da testa di serie numero 1. Ti trovi in una posizione in cui tutti ti guardano, tutti sanno chi sei, e così è ancora più bello essere riuscito a vincere questo torneo”. L’obiettivo? “Fare meglio dell’ultima estate, e l’estate dell’anno scorso era stata la migliore che io avessi mai avuto. Voglio rimanere nei top ten il più a lungo possibile e migliorare il mio best ranking, e fare cose che non ho mai fatto prima. La vittoria di Atlanta è una di queste, perché non avevo mai dovuto difendere un titolo, in precedenza, e quindi è un risultato molto importante per me”. </p>
<p>La stagione pre <strong>Us Open</strong> si apre davvero bene per questo ragazzo che sembra ormai il vero successore di Andy Roddick al vertice del tennis a stelle e strisce. E una vittoria come questa gli può dare una grande motivazione a fare sempre meglio.</p>
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		<title>Roland Garros, Isner costringe Nadal alla battaglia della sopravvivenza</title>
		<link>http://www.specialetennis.com/2011/05/roland-garros-isner-costringe-nadal-alla-battaglia-della-sopravvivenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 20:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Parla Claudio Mezzadri]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael Nadal]]></category>
		<category><![CDATA[roland garros]]></category>

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																											In 39 matches e sei edizioni non era mai successo che Rafael Nadal dovesse giocarsi un match al quinto set al Roland Garros. Lo ha costretto alla imprevedibile maratona, al primo turno a Parigi, un giocatore che non è certo specialista del rosso e che in genere non ha mai dato un gran fastidio allo [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/05/nadal.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10965" title="nadal" src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2011/05/nadal.jpg" alt="" width="354" height="215" /></a></p>
<p>In 39 matches e sei edizioni non era mai successo che <strong>Rafael Nadal</strong> dovesse giocarsi un <strong>match al quinto set al Roland Garros</strong>. Lo ha costretto alla imprevedibile maratona, al primo turno a Parigi, un giocatore che non è certo specialista del rosso e che in genere non ha mai dato un gran fastidio allo spagnolo: <strong>John Isner</strong>. <span id="more-10964"></span></p>
<p>L’americano oggi ha perso sul filo del rasoio una partita chiusa dal numero 1 per 6-4 6-7 6-7 6-2 6-4. “Un match difficilissimo per Nadal, spettacolare, e per cui gran merito va proprio allo statunitense” spiega <strong>Claudio Mezzadri</strong>.</p>
<p>“Rafa ha vinto una battaglia incredibile, ha conquistato un successo voluto e cercato con tutte le sue forze. Come si è visto a match concluso, quando sembrava letteralmente impazzito dalla gioia per lo scampato pericolo. Isner da parte sua ha dimostrato di poter essere molto pericoloso: si è aggiudicato secondo e terzo set giocando <strong>due tie-break fantastici</strong> e senza sbavature. Ed è salito due set a uno contro il gran favorito servendo sempre meglio, con il passare dei minuti. Nadal aveva ben poco da rimproverarsi in quei due set in cui si è fatto mettere sotto dall’avversario”.</p>
<p>Poi, però, lo spagnolo è riuscito a venir fuori alla distanza, imponendo la sua superiorità di fisico e resistenza. “Nel quarto set Isner si è un po’ rilassato e Rafa ne ha subito approfittato vincendo facilmente e recuperando la parità” riprende Mezzadri. “Nel quinto set una serie di passanti straordinari del maiorchino hanno fatto la differenza, regalando a Nadal il break e anche il match. Isner infatti continuava a mantenersi aggressivo, a scendere a rete per chiudere il colpo, e Rafa ha cominciato a infilarlo regolarmente con passanti semplicemente perfetti. Per poi conservare la concentrazione che gli ha permesso di tenere le distanze, una volta ottenuto il break, e di conquistare il quinto e decisivo match”.</p>
<p>L’handicap di Rafa in questo suo primo impegno sullo Chatrier? “I colpi troppo corti” dice Mezzadri. “Unico neo in un gioco per il resto ottimo. Il servizio ha funzionato, regalando allo spagnolo diversi aces, la tenuta fisica è stata come al solito eccezionale e anche i suoi dritti vincenti gli hanno regalato molti punti. Dall’altra parte della rete c’era però un Isner motivato e in giornata, che gli ha reso molto difficile il suo esordio nello Slam parigino”.</p>
<p>Un inizio così duro potrà compromettere il Roland Garros di Rafa? “Non credo” dice Mezzadri. “Un giocatore con la capacità di recupero che ha Nadal dovrebbe riuscire a ritrovare le energie spese in un match pur così duro. C’è il giorno di riposo. E poi c’è anche un secondo turno contro un avversario, Pablo Andujar, che dovrebbe essere tutt’altro che irresistibile per Rafa. Uno con cui lo spagnolo avrà l’occasione per sistemare quello che non ha funzionato in questo esordio così problematico. Come la scarsa profondità dei colpi. Questo match così difficile potrebbe essere anzi lo stimolo per Rafa per ritrovare il suo miglior tennis e una motivazione ancora più forte”.</p>
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		<item>
		<title>Maratona Mahut-Isner, si replica in Australia</title>
		<link>http://www.specialetennis.com/2010/12/maratona-mahut-isner-si-replica-in-australia/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 19:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Mahut]]></category>

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		<description><![CDATA[
																											Andrà in &#8220;replay&#8221; in Australia la maratona tutta londinese Isner-Mahut, finita al quinto set (70-68) dopo undici ore e cinque minuti di gioco. Alla competizione a squadre di Perth, la Copa Hopman, in programma tra il primo e l&#8217;8 gennaio, il francese sostituirà infatti Gael Monfils nel team dei Blu. E così Mahut si ritroverà [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/12/mahutisner1.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/12/mahutisner1.jpg" alt="" title="mahutisner" width="368" height="231" class="aligncenter size-full wp-image-8909" /></a></p>
<p>Andrà in &#8220;replay&#8221; in Australia la<strong> <a href="http://www.specialetennis.com/2010/06/john-isner-vince-il-duello-e-70-68/">maratona tutta londinese Isner-Mahut</a></strong>, finita al quinto set (70-68) dopo undici ore e cinque minuti di gioco. Alla competizione a squadre di Perth, la Copa Hopman, in programma tra il primo e l&#8217;8 gennaio, il francese sostituirà infatti<strong> Gael Monfils</strong> nel team dei Blu. <script type="text/javascript"><!--
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</script> <span id="more-8906"></span></p>
<p>E così Mahut si ritroverà di nuovo di fronte l&#8217;avversario che tanto lo ha fatto soffrire a Wimbledon, l&#8217;estate scorsa, a quel primo, interminabile turno. La partita è già stata messa in calendario il 3 gennaio. </p>
<p>&#8220;Quel match di Wimbledon è stato epico nel vero senso della parola, e sarà ricordato a lungo. Adesso attendo con ansia di vedere di nuovo quei due fantastici combattenti l&#8217;uno contro l&#8217;altro in campo&#8221;, ha detto il direttore del torneo, Paul McNamee. Mahut farà squadra con Kristina Mladenovic, mentre Monfils ha fatto sapere che si prenderà almeno quattro settimane di riposo per risolvere i suoi problemi al ginocchio.</p>
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		<title>Isner: e il tennis va all&#8217;università</title>
		<link>http://www.specialetennis.com/2010/11/isner-e-il-tennis-va-alluniversita/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Parla Claudio Mezzadri]]></category>

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																											Il suo tennis se l&#8217;è costruito tutto negli anni dell&#8217;Università: è lì che si è accorto di poter diventare un professionista. E così John Isner, il &#8220;maratoneta&#8221; della sfida di Wimbledon con Mahut, dopo aver ottenuto una borsa di studio per giocare nell&#8217;Università della Georgia, ha fatto il grande salto ed è passato nel circuito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
																											<p style="text-align: center;"><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/isner.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8043" title="isner" src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/isner.jpg" alt="" width="289" height="193" /></a></p>
<p>Il suo tennis se l&#8217;è costruito tutto negli anni dell&#8217;Università: è lì che si è accorto di poter diventare un professionista. E così<strong> <a href="http://www.johnisner.com/" target="_self">John Isner</a></strong>, il<strong> &#8220;maratoneta&#8221; della sfida di Wimbledon con Mahut</strong>, dopo aver ottenuto una borsa di studio per giocare nell&#8217;Università della Georgia, ha fatto il grande salto ed è passato nel circuito dei pro. Ma a fare sul serio ha cominciato ben più tardi. Insomma, la sua storia è decisamente anomala, per un ambiente che sulla precocità punta moltissimo. Il gigante americano (è alto due metri e 6 centimetri per 111 chili) comunque, una volta entrato nel circuito, ha lavorato sodo e, nonostante gli alti e bassi, è andato sempre migliorando. <script type="text/javascript"><!--
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</script><span id="more-8041"></span></p>
<p>Una volta finito il College, tre anni fa, è un continuo crescendo per il ragazzone del North Carolina. Classificato al numero 416, ottiene una wild card per entrare nel tabellone principale a Wasinghton. E qui raggiunge la finale, dove viene sconfitto da<strong> Andy Roddick</strong>. La sua classifica migliora fino al 138. Un mese dopo è agli Us Open, dove si ferma soltanto al terzo turno, sconfitto da Roger Federer. Che di lui dice: &#8220;Mi sembra abbia un buon potenziale. Avrà di certo una buona carriera&#8221;. Il 2008 per lui comincia con una serie interminabile di sconfitte.</p>
<p>Le wild card che gli offrono, gli consentono sì di giocare ai tornei importanti, ma forse non gli permettono di seguire una più graduale crescita. E così, sul finale dell&#8217;anno, punta sui Challenger, più alla sua portata, in cui ritrova la vittoria e soprattutto l&#8217;occasione di una vera maturazione tennistica. A questo punto, è pronto per il grande salto. E&#8217; nel marzo del 2009, dopo la frustrante eliminazione nelle quali a Delray Beach, che si mette in contatto con <strong>Craig Boynton</strong>, ex coach di <strong>Mardy Fish e di Jim Courier</strong>, che ha lavorato a lungo con la Saddlebrook Tennis Academy.</p>
<p>Boynton gli chiede se sia disposto a lavorare duro e lui risponde: sono pronto. Isner passa due settimana che definisce &#8220;il miglior allenamento della mia vita&#8221;, due settimane in cui lui e Boynton ricostruiscono gli schemi di gioco. Se nel periodo precedente Isner aveva soprattutto cercato di colpire sempre forte la palla e sfruttare il suo grande servizio, con Boynton comincia a pensare di più a come dare fastidio all&#8217;avversario. Impara a costruirsi i punti e i match con uno schema preciso, con la strategia e con la tattica.</p>
<p>Boynton dice: &#8220;Volevo che lui vedesse come pensa l&#8217;avversario, come risponde alle armi che lui mette in campo&#8221;. I due capiscono come deve lavorare di conseguenza Isner sul suo gioco, sui suoi colpi, sulla sua tecnica (volée, risposta al servizio) e organizzano a tale scopo il lavoro fuori dal campo. &#8220;Bisogna riempire i buchi&#8221;, dice Boynton. A fine 2009 Isner si arrampica dal numero 111 al 34 e viene premiato con il <strong>riconoscimento Atp</strong> come il giocatore migliore per i progressi compiuti nell&#8217;anno. Il 2010 è l&#8217;anno della consacrazione, con Isner che vince il suo primo titolo a Auckland, raggiunge i sedicesimi agli Australian Open, fa il suo debutto in Coppa Davis e arriva per tre volte in finale, raggiungendo finalmente il traguardo dei top twenty.</p>
<p>In Davis gioca contro la Serbia: fa i due singolari e all&#8217;ultimo minuto si mette a disposizione anche per il doppio. &#8220;E&#8217; stato eccitante&#8221; racconta. &#8220;Anche se ho perso nei singolari. Ho imparato tanto e adesso so che lavorando sodo posso andare in alto&#8221;. Il lavoro è già a buon punto. Il suo tennis migliora di torneo in torneo. Lo spirito con cui Isner affronta gli impegni è quello giusto: sacrificio, tanta voglia di crescere e migliorare sempre. E anche tanta umiltà.</p>
<p><strong>Mezzadri racconta “il ragazzo del college”<br />
</strong>“Finalmente con Isner si vede l’esempio di un ragazzo diventato un campione anche senza aver preso in mano la racchetta a tre anni” dice di lui Claudio Mezzadri. “Lui ha cominciato addirittura a nove anni, ben più tardi rispetto alla media. Questa mania di anticipare tutto, di dare la racchetta ai bambini ancora in fasce, spesso si rivela dannosa. Il bambino piccolo non ha la muscolatura adatta per tirare, e così assume uno stile sbagliato, impara a giocare in maniera non corretta. Solo successivamente, con la crescita e lo sviluppo del fisico, arriva ad avere la forza che gli serve per buttare di là la palla, ma spesso con atteggiamenti errati dovuti proprio al fatto che ha cominciato troppo presto a giocare. Per non parlare del problema stress. Ci sono bambini che a dieci anni non ne possono più di giocare a tennis. Che sono esauriti. Sempre per lo steso motivo. Hanno cominciato troppo presto. Con Isner abbiamo un top 20 che la racchetta ha saputo cos’era a nove anni”.</p>
<p>Isner è anche uno dei pochi tennisti che sono riusciti, oltre che a diventare dei professionisti nello sport, anche a completare il ciclo di studi. “Il college americano può essere un bacino di preparazione per il circuito professionistico eccezionale. Anche per il modo con cui si fanno i tornei. Nelle loro gare si giocano i game con il punto secco dopo la parità, si fanno i set brevi. Insomma, ci sono formule che addestrano i ragazzi a diventare altamente competitivi. E tutto all’interno di un ciclo educativo completo, che affianca sport a formazione universitaria per una crescita davvero a 360 gradi”. Isner tra l’altro, con il fisico che si ritrova, ha dovuto anche affrontare grossi problemi nella sua preparazione al circuito professionistico. “E qui si è visto il suo grande carattere. E’ molto coordinato nei movimenti nonostante si ritrovi con quelle leve lunghissime. Oltre a un servizio incredibile, tiene benissimo lo scambio da fondo e sa giocare anche la volée. Il suo unico handicap è lo spostamento laterale, che con quel fisico diventa molto difficile. Ma resta un grande campione e un esempi o di dedizione. Come dimostrano i risultati e la classifica”.</p>
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		<title>Federer ritrova la sua dimensione: l&#8217;attacco</title>
		<link>http://www.specialetennis.com/2010/10/federer-ritrova-la-sua-dimensione-lattacco/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 22:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Parla Claudio Mezzadri]]></category>
		<category><![CDATA[Roger Federer]]></category>

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																											Di solito John Isner è un giocatore molto difficile da breakkare, con quel servizio che viaggia a duecento e passa all’ora. Ma non oggi. Non con un Roger Federer rientrato dopo la pausa post Us Open con una grande prestazione, vinta in sicurezza e solidità in due facili set: 6-3 6-4. “Federer ha giocato tutta [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/rf.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/rf.jpg" alt="" title="rf" width="400" height="246" class="aligncenter size-full wp-image-7899" /></a></p>
<p>Di solito <strong>John Isner</strong> è un giocatore molto difficile da breakkare, con quel servizio che viaggia a duecento e passa all’ora. Ma non oggi. Non con un <strong>Roger Federer</strong> rientrato dopo la pausa post <strong>Us Open</strong> con una grande prestazione, vinta in sicurezza e solidità in due facili set: 6-3 6-4. “Federer ha giocato tutta la partita puntando sulla velocità e Isner non è mai stato in grado di dargli fastidio” spiega <strong>Claudio Mezzadri</strong>. “Ha mantenuto la battuta con determinazione ed è andato a cercarsi le palle-break con risposte sempre in anticipo e scambi velocissimi, su cui l’americano non poteva prendersi le sue chance. Gli ha tolto il tempo, l’ha pressato e si è conquistato punto su punto con un atteggiamento sempre sicuro, aggressivo, solido”. <script type="text/javascript"><!--
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<p>Ai tornei di “rientro” d’altra parteRoger gioca sempre bene, e anche qui lo ha confermato. “Quando ha tempo di riposare qualche settimana, arriva sempre molto carico. Non ha bisogno di fare partite per ‘scaldarsi’. Il riposo gli fa bene, gli restituisce energie e gli regala sempre nuove motivazioni”.</p>
<p>Si è visto un Federer migliore di quello che abbiamo lasciato agli Us Open? “Si cominciano a vedere i <strong>risultati del lavoro con Paul Annacone</strong>. Si vede una <strong>tattica che cerca l’attacco e la velocità</strong>. Annacone tennista era il tipico giocatore da <strong>serve and volley</strong>. E mi sembra che stia aiutando Roger a tornare finalmente più aggressivo, ad avere l’atteggiamento giusto in campo. Quello che lo ha caratterizzato negli anni dell’inizio della sua carriera. Il primo Federer, quello degli esordi e direi fino al 2007, era un giocatore che aggrediva sempre, che giocava in velocità, d’istinto, che scendeva a rete in continuazione e che chiudeva il colpo in pochi scambi. Poi, negli ultimi tre-quattro anni, è diventato molto più attendista. Più calcolatore, meno spregiudicato”.</p>
<p>“Prima le sue varianti erano infinite. A un certo punto, è come se avesse cercato di più la solidità, la continuità da fondo campo, la sicurezza senza rischio. Ha abbandonato la rete e il suo gioco è diventato molto più monocorde. Lui dice che si tratta di una specie di ‘<strong>evoluzione del tennis’</strong>. Dice che i campi sono diventati più lenti, ma non è vero: il rallentamento delle superfici è precedente al suo ingresso nel tennis, se escludiamo forse l’erba di Wimbledon. E’ lui che ha di fatto modificato la tattica del suo gioco, in maniera secondo me controproducente. Così, se fino al 2007 vinceva sempre con tutti, <strong>Nadal a parte</strong>, poi ha cominciato ad avere prestazioni molto più altalenanti. A mio parere, perché prima non dava tregua, non lasciava respiro, non faceva giocare l’avversario, era semplicemente irresistibile. Poi, il suo gioco più attendista ha lasciato che fossero gli altri a prendere l’iniziativa, a conquistarsi i loro spazi. Inevitabile quindi che qualcuno, sempre più spesso, sia riuscito a batterlo. E’ quello che è avvenuto sempre più spesso nelle ultime stagioni”.</p>
<p>Insomma, Federer sta ritrovando la sua aggressività? “Direi proprio di sì. Ha replicato anche oggi il colpo spalle alla rete, sotto le gambe, e Isner ha risposto sbagliando la volée. E riconquistare l’attitudine all’attacco è una buona premessa per salvare la stagione”.  </p>
<p>Sceso al numero 3 in classifica, la missione infatti adesso è una sola: risalire. E proprio questa settimana si fa strada l’eventualità di una possibile sfida diretta con colui che lo ha spinto fin là sotto, al gradino più basso del podio. Non <strong>Rafael Nadal</strong>, naturalmente, lanciatissimo nel suo Olimpo da numero 1 assoluto, ma <strong>Novak Djokovic</strong>. Il giocatore che non solo lo ha eliminato in semifinale agli Us Open, ma l’ha anche scalzato dalla seconda posizione nel ranking. Se entrambi i giocatori faranno “il loro dovere”, sabato in semifinale ci saranno molti conti da regolare. “Sono convinto che in questo finale di stagione così importante per lui Federer troverà la forza per ritornare in alto. Molte volte lo abbiamo visto risalire dopo le sue molteplici cadute. Sembra quasi che abbia bisogno di ritrovarsi sull’orlo del baratro per far vedere che può ritornare. Anche questa volta, non può deludere”. La sfida che lo aspetta, quella con il suo concorrente diretto Novak Djokovic, potrà dire molto a questo proposito.</p>
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		<title>Shanghai ok per Berdych e Ferrer, brivido Isner</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 16:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[David Ferrer]]></category>
		<category><![CDATA[I risultati del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Berdych]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Roddick]]></category>

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																											Finalmente, a Shanghai, Tomas Berdych non si lascia sorprendere e vince in scioltezza, nonostante il mal di stomaco, almeno al primo turno (il secondo in tabellone dopo il bye), sconfiggendo Robredo in due set (6-0 6-4). Il ceko ha spiegato poi di aver avuto grossi problemi fisici negli ultimi giorni, che lo hanno costretto a [...]]]></description>
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																											<div id="attachment_7867" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/ber1.jpg"><img class="size-full wp-image-7867" title="ber" src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/ber1.jpg" alt="" width="250" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: atpworldtour.com</p></div>
<p>Finalmente, a Shanghai<strong>, Tomas Berdych</strong> non si lascia sorprendere e vince in scioltezza, nonostante il mal di stomaco, almeno al primo turno (il secondo in tabellone dopo il bye), sconfiggendo <strong>Robredo</strong> in due set (6-0 6-4). Il ceko ha spiegato poi di aver avuto grossi problemi fisici negli ultimi giorni, che lo hanno costretto a rimanere a digiuno o quasi. E&#8217; quindi andato in campo molto debole, e nel secondo set ha avuto qualche problema proprio dovuto al digiuno forzato. A fine match non ha avuto neanche la forza di esultare. Si è accasciato sulla sedia, chiaramente sofferente. Esordio con vittoria anche per<strong> David Ferrer</strong>, che torna in campo meno di 24 ore dopo aver disputato, a Shanghai, la finale contro Djokovic, e vince per 7-6 6-1 con<strong> Micahel Llodra</strong>, senza dare segnali di stanchezza.<em> <a href="http://www.atpworldtour.com/Tennis/Media/Videos/2010/10/Shanghai-2010-Tuesday-Hot-Shot.aspx">Guarda su atpworltour.com una sintesi dei match del giorno</a></em> <script type="text/javascript"><!--
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</script> <span id="more-7864"></span></p>
<p>Lo spagnolo si avvicina così alla sua seconda partecipazione alla Masters Cup: ci era già stato alla fine del suo anno d&#8217;oro, il 2007, quando raggiunse la finale proprio qui, a Shanghai (dove allora si giocava il Masters), perdendo contro <strong>Roger Federer</strong>.</p>
<p>Vince al termine di una grande battaglia, dopo aver salvato sette match-point (tre nel secondo set e quattro nel terzo),<strong> John Isner </strong>contro il qualificato<strong> Lukasz Kubot </strong>(4-6 7-6 7-6), in due ore e 50 minuti. Ventiquattro gli ace messi a segno dall&#8217;americano, e cinque le palle-break salvate.</p>
<p>Avanti poi <strong>Andy Roddick con Kohlschreiber</strong>, che si è ritirato sul 6-3 2-1 per lo statunitense. L&#8217;americano è ancora in corsa per Londra, dove ha una gran voglia di andare. &#8220;L&#8217;anno scorso mi ero qualificato&#8221; ha detto &#8220;e non ho potuto giocare per colpa di un infortunio al ginocchio, proprio in questo torneo. Resta sempre un mio obiettivo. E adesso è alla mia portata. Posso arrivarci. Mi sento bene e farò di tutto per esserci&#8221;. Molte le partite da seguire domani: sul Centrale si comincia con un match che promette scintille, quello tra Gulbis e Gasquet, a seguire tutti i Fab Four: Djokovic con Ljubicic, Murray con Bai, Nadal con Wawrinka e Federer con Isner. Ecco tutti i risultati della giornata</p>
<p><strong>Shanghai<br />
Primo turno</strong><br />
Daniel Gimeno-Traver(L) Esp &#8211; Denis Istomin Uzb 3-6 6-3 6-3<br />
Yan Bay(W) Chn &#8211; Radek Stepanek Cze 6-3 6-4<br />
Janko Tipsarevic Srb &#8211; Andrey Golubev Kaz 6-3 6-4<br />
David Ferrer(11) Esp &#8211; Michael Llodra Fra 7-6(7-2) 6-1<br />
John Isner Usa &#8211; Lukasz Kubot(Q) Pol 4-6 7-6(11-9) 7-6(9-7)<br />
Andy Roddick(10) Usa &#8211; Philipp Kohlschreiber Ger 6-3 2-1 w.o.<br />
Ivan Ljubicic Cro &#8211; Ze Zhang(W) Chn 5-7 6-3 6-4</p>
<p><strong>Secondo turno</strong><br />
Tomas Berdych(7) Cze &#8211; Tommy Robredo Esp 6-0 6-4</p>
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		<title>Nadal-Djokovic, sfida a distanza tra Tokyo e Pechino</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 13:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Novak Djokovic]]></category>
		<category><![CDATA[Parla Claudio Mezzadri]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael Nadal]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Troicki]]></category>

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																											“Ha trovato la formula giusta per battere Nadal. Eppure, Nadal ha vinto lo stesso. Nella semifinale del torneo di Tokyo, Viktor Troicki ha giocato un match all’attacco, servendo in maniera incredibile. Non ha avuto cali alla battuta, ha continuato a mettere sotto pressione lo spagnolo accorciando gli scambi e aggredendo con intelligenza e variazioni. In [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/dienne.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/10/dienne.jpg" alt="" title="dienne" width="320" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-7810" /></a></p>
<p>“Ha trovato la formula giusta per battere <strong>Nadal</strong>. Eppure, Nadal ha vinto lo stesso. Nella semifinale del torneo di Tokyo, <strong>Viktor Troicki</strong> ha giocato un match all’attacco, servendo in maniera incredibile. Non ha avuto cali alla battuta, ha continuato a mettere sotto pressione lo spagnolo accorciando gli scambi e aggredendo con intelligenza e variazioni. In una parola, ha meritato lui. Davvero. Ma Nadal ha vinto quei pochissimi punti che hanno fatto la differenza, e che gli regalano la finale di domani”. <strong>Claudio Mezzadri</strong> promuove un giocatore che è stato capace di rendere la vita molto dura al numero 1, in quelle due ore e 38 minuti di battaglia incessante. E’ finita con un punteggio che dice tutto: 7-6(7-4) 4-6 7-6(9-7) per il maiorchino.<span id="more-7809"></span></p>
<p>“Troicki ha avuto percentuali altissime di prime. Ha realizzato 26 aces, a volte addirittura con la seconda, ed è riuscito a mettere paura a Nadal. Voleva la grande prestazione, ha cercato il gioco rischioso e tutto gli è riuscito alla grande. Peccato che non abbia trovato anche il risultato, perché questa sarebbe stata la vera grande impresa”. </p>
<p>&#8220;Nel terzo set, sul 4-3 Nadal si è preso il break con due punti semplicemente miracolosi: un passante in recupero finito nell&#8217;angolo destro di Troicki, che aveva fatto un ottimo attacco, e un lob che ha scavalcato il serbo, sfiorando la riga esterna e rimanendo dentro per un soffio. Poi però Troicki non si è perso d&#8217;animo e ha rimontato, con un immediato contro-break. E ci sono stati punti che avrebbero potuto capovolgere il risultato del match. Come quel colpo di Troicki, dato fuori dall&#8217;arbitro ma corretto dall&#8217;occhio di falco, con Troicki avanti 6-5 30-15 su suo servizio. Dovevano essere due match-point per il serbo: si è rigiocato il punto, e Nadal non ha perso l&#8217;occasione per riprendere quota. Altra opportunità d&#8217;oro per Troicki, sul 6 pari nel tie-break del terzo set. Altro colpo visto fuori. E ancora l&#8217;occhio di falco che gli dà ragione. Insomma, è stata davvero una partita giocata tutta con l&#8217;acqua alla gola. E vinta sì da Nadal, ma per un soffio&#8221;. </p>
<p>Domani Rafa trova <strong>Monfils</strong>. “Con Stepanek (sconfitto per 6-3 6-3) l’ho visto molto concentrato. Il francese sta servendo molto bene, le sue prime sono sopra l’80%. E nei momenti chiave riesce a chiudere il punto con freddezza. Domani scenderà in campo senza niente da perdere e con la determinazione giusta per far vedere un buon tennis”.</p>
<p>Mentre a Tokyio il numero 1 ha rischiato grosso e ha dovuto ricorrere al terzo set, a Pechino Novak Djokovic si è guadagnato l’accesso alla finale in tutta tranquillità, chiudendo anche la semi in due set.  </p>
<p>“Ha confermato di aver trovato una grande solidità mentale e di gioco. Nella semifinale con <strong>John Isner</strong> ha vinto (7-6 6-2) un match molto duro. Un giocatore come l’americano, su un terreno veloce, è sempre particolarmente insidioso. Oltre a fare ace sia con la prima sia con la seconda, ti costringe sempre a giocare sull’orlo del break: psicologicamente con uno come lui sei sempre in tensione, perché sai che strappargli il servizio è un’impresa ciclopica. Sulle palle-break, nove volte su dieci Isner ti mette l’ace. Ma Djokovic ha fatto pesare la sua superiorità negli scambi. I punti li ha fatti così, dettando il ritmo da fondocampo, trovando la risposta alla battuta dell’americano e anche tirandosi fuori da una situazione delicatissima: il serbo ha infatti subito il break nel game d’apertura del match. Distrazione che con Isner può costarti carissima. Ma Nole ha saputo trovare la sicurezza e le motivazioni per recuperare”. E vincere.  </p>
<p>Domani i due tornei asiatici regaleranno grande spettacolo. In campo ci saranno i due primi giocatori al mondo. Per una sorta di “confronto a distanza” in preparazione al grande appuntamento di settimana prossima: il Masters 1000 di Shanghai. Dove ritorna finalmente a giocare anche <strong>Roger Federer</strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Roddick: l&#8217;America che non c&#8217;è più?</title>
		<link>http://www.specialetennis.com/2010/09/roddick-lamerica-che-non-ce-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andy Roddick]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Querrey]]></category>

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																											Cade il &#8220;patriarca&#8221;, avanzano gli &#8220;eredi&#8221;. Questa notte a Flushing Meadows Andy Roddick ha subito un&#8217;altra sconfitta, nella sua estate forse più difficile, mentre hanno vinto i due &#8220;nipotini&#8221; americani John Isner e Sam Querrey. Il texano ha perso ancora. Al secondo turno del &#8220;suo&#8221; Slam, l&#8217;unico vinto in passato. Perchè da tempo Andy si sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/09/rameri1.jpg"><img src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/09/rameri1.jpg" alt="" title="83286608MH010_Sony_Ericsson" width="305" height="458" class="aligncenter size-full wp-image-7132" /></a></p>
<p>Cade il &#8220;patriarca&#8221;, avanzano gli &#8220;eredi&#8221;. Questa notte a <strong>Flushing Meadows Andy Roddick</strong> ha subito un&#8217;altra sconfitta, nella sua estate forse più difficile, mentre hanno vinto i due &#8220;nipotini&#8221; americani<strong> John Isner e Sam Querrey</strong>. Il texano ha perso ancora. Al secondo turno del &#8220;suo&#8221; Slam, l&#8217;unico vinto in passato. <script type="text/javascript"><!--
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</script> <span id="more-7129"></span></p>
<p>Perchè da tempo Andy si sta trascinando tra alti e bassi, e sembra che le sue &#8220;sofferenze&#8221; siano legate soprattutto ai major. Aveva cominciato con la precoce sconfitta al terzo turno, contro Gabashvili, al Roland Garros, aveva confermato i suoi guai uscendo ai sedicesimi a Wimbledon contro Lu, e adesso se ne va addirittura al secondo turno dal cemento di Flushing Meadows, affondato dai servizi e dai vincenti del solito &#8220;pazzo&#8221; serbo, Janko Tipsarevic. Che lo fa fuori in quattro set: 3-6 7-5 6-3 7-6. Saranno ancora i postumi della mononucleosi? Intanto, i suoi eredi designati, con il loro servizio a 200 e passa all&#8217;ora, procedono invece senza intoppi. Isner chiude in tre set contro il portoghese Gil e Querrey in quattro contro il connazionale Kahn. </p>
<p>Forse l&#8217;errore di Roddick è stato quello di chiudersi in difesa, cercare di limitare gli errori e aspettare che l&#8217;altro sbagliasse. Con un attaccante naturale come Tipsarevic, che quando è in palla sa fare molto male, non era esattamente la strategia giusta. Dopo aver ceduto il primo parziale infatti, il serbo ha alzato il ritmo nel secondo, ricacciando in fondo l&#8217;americano, pressandolo, prendendosi i suoi rischi e soprattutto i punti. Nel terzo set ha consolidato ulteriormente il suo gioco, con 15 vincenti (e sei errori) contro i 6 vincenti (e altrettanti errori) dell&#8217;avversario. </p>
<p>A peggiorare le cose per A-Rod, anche la discussione con il giudice di sedia per un fallo di piede (era la seconda chiamata), in un momento in cui era sotto per 2-5. </p>
<p>Nel quarto la battaglia si riaccende. Ma al tie-break Andy cede definitivamente. E saluta la sua New York anzitempo. &#8220;Ha giocato molto bene&#8221;, ha detto Roddick di Tipsarevic. &#8220;Ha preso molti rischi. Continuavo a dirmi che non poteva durare&#8221;. E invece, Tipsarevic è di quei giocatori che possono diventare molto pericolosi, quando sono in giornata. E&#8217; durato. E nell&#8217;ultimo set ha fatto quel punto in più (37 a 36 a fine parziale) che gli è valso il match. </p>
<p>Di tutt&#8217;altro tenore i match di Isner e di Querrey. Il primo esordisce bene nonostante i problemi fisici che dal match epico di Wimbledon contro Mahut non lo hanno più abbandonato: ha messo dentro 19 ace, il 64% di prime (vincendone il 92%) e 49 vincenti. E anche Querrey, pur cedendo un set, ha giocato solido e aggressivo. Isner trova ora lo svizzero Chiudinelli, a Querrey tocca Granollers.</p>
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		<title>Atlanta, un torneo per americani: Fish vince la sfida</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
		<category><![CDATA[Mardy Fish]]></category>

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																											E&#8217; stata una sfida tutta americana, la finale del torneo di Atlanta, quello che ha inaugurato la Us Open Series. A giocarsi il titolo sono stati infatti il protagonista della sfida di Wimbledon, John Isner, e il giustiziere di Andy Roddick, Mardy Fish. (Guarda su atpworldtour.com un video sull&#8217;ascesa dell&#8217;americano) A vincere è stato quest&#8217;ultim, [...]]]></description>
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																											<p><a href="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/07/mardy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6556" title="mardy" src="http://www.specialetennis.com/wp-content/uploads/2010/07/mardy.jpg" alt="" width="449" height="297" /></a></p>
<p>E&#8217; stata una sfida tutta americana, la finale del torneo di Atlanta, quello che ha inaugurato la Us Open Series. A giocarsi il titolo sono stati infatti il protagonista della sfida di Wimbledon,<strong> John Isner</strong>, e il giustiziere di <strong>Andy Roddick, Mardy Fish</strong>. (<em><a href="http://www.atpworldtour.com/Tennis/Media/Videos/2010/07/Atlanta-2010-Fish-Interview.aspx">Guarda su atpworldtour.com un video sull&#8217;ascesa dell&#8217;americano</a></em>) A vincere è stato quest&#8217;ultim, in un match tutto giocato sui servizi, in tre set, per 4-6 6-4 7-6 (7-4). E&#8217; il secondo titolo nel giro di un paio di settimane, per il 28enne giocatore americano, che si era appena aggiudicato il titolo di Newport battendo <strong>Olivier Rochus</strong>. <script type="text/javascript"><!--
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<p>Con la vittoria di stanotte dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, Fish mette a segno una striscia vincente di 10 partite. &#8220;Sono al mio livello più alto&#8221;, ha detto entusiasta. &#8220;Non mi era mai successo di vincere due tornei in un anno, e non avevo mai vinto due tornei di seguito. E non sono mai riuscito a vincere dieci partite di seguito. E&#8217; davvero il massimo per me&#8221;.</p>
<p>Con questo risultato, Fish fa un balzo in classifica di 14 posizioni, arrivando a quota 35 (il suo best ranking però è il 17, del 2004).</p>
<p>&#8220;Quello contro Isner è stato un match molto fisico&#8221; ha raccontato. &#8220;Faceva un caldo terribile, ed entrambi abbiamo un gran servizio, l&#8217;arma più forte sulla quale tutti e due ci appoggiamo. Non era divertente giocare con quella temperatura, questo è certo.</p>
<p>Evidente il rammarico di Isner, che era riuscito a breakkare subito l&#8217;avversario in avvio di match e a far sua la prima frazione. Recuperando poi un doppio break nel set decisivo, ma cedendo di schianto al tie-break. &#8220;Quest&#8217;anno, è la terza finale che perdo avendo avuto la possibilità di vincere. E&#8217; frustrante&#8221;. Isner ha infatti fallito, sempre dopo aver vinto il primo set, a Memphis (7-6 6-7 3-6) e a Belgrado (6-3 6-7 4-6), in entrambi i casi contro Querrey. &#8220;Ho giocato quattro finale quest&#8217;anno, e ho perso le ultime tre, tutte in tre set. E&#8217; dura da digerire, ma questo non fermerà la mia voglia di migliorare&#8221;.</p>
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