Robredo ci prova: inutilmente. E Federer vince ancora
Roger Federer si complica un po’ la vita, perde un set contro Tommy Robredo (sempre sconfitto nei nove precedenti), ma chiude per 6-3 3-6 6-3 6-2 e va ai quarti a Melbourne dove incontrerà Stanislas Wawrinka, vincitore agli ottavi contro Andy Roddick.
Comincia con un set giocato alla perfezione, cala nel secondo, recupera e trionfa per la decima volta sullo spagnolo (su Youtube una sintesi del match). “Si è rilassato dopo un set vinto forse addirittura troppo facilmente” spiega Claudio Mezzadri. “Un set in cui ha fatto sei aces, ha vinto tutti i primi servizi, ha messo a segno 13 vincenti contro 7 errori. Gli veniva tutto talmente bene che, una volta incamerata la prima manche, è arrivato il relax. Federer insomma si è distratto e ha cominciato a sbagliare. Robredo ne ha subito approfittato: è cresciuto, ha trovato fiducia e soprattutto si è andato a prendere il secondo set. La partita troppo facile può fare di questi scherzi. Giocare troppo tranquilli a volte può quasi diventare pericoloso. E’ stato così oggi per Federer. Il suo gioco è tornato a un buon livello nel terzo set. Ma, con Robredo che aveva guadagnato in sicurezza, non è stato facile riprendersi il vantaggio”.
La terza manche infatti, vinta dallo svizzero per 6-3, è stata molto più equilibrata di quanto dica il punteggio. “Quel secondo set ceduto ha compromesso l’intero match, che è diventato molto duro per Federer. Gli scambi erano lunghi, faticosi, Robredo ha dato ritmo da fondo. Ma alla fine anche questa volta Roger è riuscito a venir fuori bene da una situazione che andava complicandosi”.
Adesso, c’è Wawrinka. “Credo che sia molto più pericoloso per Federer rispetto a Roddick. Innanzitutto perché in passato A-Rod non è mai riuscito a battere Roger. Poi Wawrinka, che Federer invece lo ha sconfitto a Monte-Carlo 2009, qui a Melbourne sta dimostrando una forma strepitosa. E ha il gioco che a Federere dà più fastidio. Scambi veloci, potenti, da fondo campo. Picchia forte, tiene alto il ritmo, non regala niente, non ha cedimenti ed è in gran fiducia”.
L’altro quarto della parte bassa del tabellone sarà invece tra Novak Djokovic e Tomas Berdych. Il serbo ha sconfitto Nicolas Almagro (6-3 6-4 6-0), il ceko ha avuto la meglio contro Fernando Verdasco (6-4 6-2 6-3). “Finalmente Berdych si sta riscattando in questo finale di stagione” dice Mezzadri. “E’ risalito bene dopo un lungo periodo di alti e bassi. Ha fatto delle buone prestazioni e soprattutto ha ritrovato la fiducia e il suo gioco potente”.
E Rafael Nadal? “Anche se ha vinto tutto senza lasciare un set, è ancora difficilmente giudicabile perché non ha trovato un ostacolo davvero pericoloso sul suo cammino. Lui continua a dire che deve migliorare, ma è un po’ quello che ripete sempre in queste occasioni. I top players sembrano comunque, fin qui, tutti molto solidi. Da Djokovic a Soderling, da Berdych a Murray. Quello che ha rischiato di più finora è stato Federer, in quella splendida partita con Simon”. Per fortuna, quest’anno il tabellone ci riserva anche qualche sorpresa. Come Alexandr Dolgopolov e Milos Raonic. “Entrambi adesso hanno la loro prova del nove: Soderling il primo, Ferrer il secondo. Due bei talenti tutti da scoprire”.
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