Mezzadri: Djokovic mette Federer sotto pressione. E vince
“Novak Djokovic ha reso il match duro, ha allungato gli scambi, ha giocato una difesa impeccabile. E’ così che ha battuto Roger Federer, conquistandosi l’accesso alla finale del primo Slam 2011. E’ stata la ‘strategia del muro’ quella che ha vinto oggi in campo, nella prima semifinale degli Australian Open. Bravissimo il serbo a imporre il suo tennis e a conquistare un match molto faticoso. Dove Nole è riuscito a far girare tutto a suo favore”. Così Claudio Mezzadri riassume il senso di un match duro, intenso e molto combattuto, anche se in soli tre set.
“I punti rapidi, quelli che piacciono tanto a Federer, sono stati pochissimi” riprende. “Ci sono stati soltanto scambi lunghi e intensi, a una velocità molto alta. Si è giocato insomma come voleva Djokovic. Bravissimo a mettere gli aces nei momenti importanti e a trovare il servizio vincente quando occorreva”.
La battuta di Federer, invece, non era al meglio? “Non l’ha aiutato eccessivamente. Oggi di punti gratis Federer ne ha fatti ben pochi. E quindi ha sofferto il ritmo incalzante e la pressione dell’avversario”. Anche avanti per 5-2 nel secondo set, Federer non ha saputo gestire il vantaggio.
“Ha preso le distanze grazie a un netto calo di Djokovic, che ha avuto una decina di minuti di quasi black-out. Ha recuperato il break che aveva subito in apertura di set e ne ha conquistato a ruota un secondo. Ma appena Djokovic ha ritrovato il ritmo, non c’è stato più niente da fare. Il serbo oggi era davvero un muro impenetrabile, e Federer non è riuscito a bucarlo. Forse il servizio che non faceva abbastanza male ha pesato. Ma credo che il fattore determinante sia stato il trovarsi costretto a sudarsi ogni punto in scambi prolungati. Un gioco che Roger soffre da sempre”.
E così domenica, in finale, saranno assenti contemporaneamente i due migliori giocatori al mondo. Non succedeva da Melbourne 2008. Proprio quando Djokovic vinse il suo finora unico Slam.
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