Us Open, duro test d’ingresso per Rafael Nadal
E’ stanco, ma soddisfatto del suo gioco, dopo la vittoria non facile contro Teymuraz Gabashvili. Rafael Nadal ha passato il test in tre set, ma ha dovuto affrontare due tie-break per arrivare al secondo turno degli Us Open. E’ finita 7-6 7-6 6-3 per lo spagnolo in due ore e 54 minuti. Guarda una sintesi del match su usopen.org
Servizio e attacco. E’ stata questa la tattica che il giocatore russo ha subito messo in campo contro il numero 1 del mondo. Soltanto nel primo set gli sono andati a segno 19 vincenti. E le frequenti discese a rete dello sfidante hanno diosorientato lo spagnolo. Che valuta così il suo match d’esordio: “Ho avuto una partita difficile, ma credo di aver giocato bene. Il mio servizio ha funzionato. Ho mantenuto alta la concentrazione per tutto il tempo. Con il dritto ho sbagliato poco e il rovescio va meglio rispetto alle settimane passate. Sono migliorato. Devo trovare un po’ più di fiducia: è questo il prossimo passo. Devo giocare un po’ più aggressivo, un po’ più calmo. Ma le cose fondamentali funzionano”.
Qual è la strategia che adotti quando giochi con un avversario che potrebbe essere pericoloso? “E’ difficie giocare forte al primo turno, essere aggressivo e giocare come se fossi già in finale, perchè ti serve quella fiducia che guadagni per tutta la durata del torneo, in tutte le partite che ti portano poi alla finale. Quindi, vai in campo. Conosco molto bene Gabashvili. Vai in campo sapendo che lui giocherà aggressivo. Tirerà forte su tutti i colpi. Così, prima del match ho solo cercato di pensare che dovevo giocare regolare per tutto il tempo. Devo essere molto concentrato sul mio servizio e devo cercare le mie chance sulla risposta, in alcuni momenti. Se il mio servizio funziona bene, sulla risposta di sicuro le occasioni arrivano. Ho fatto errori terribili sui breakpoint e così ho dovuto giocare due tie-break. E’ importante per la fiducia. Credo di aver giocato due buoni tie-break”.
Hai servito a 200, 210 chilometri all’ora sulla prima palla. Hai modificato il servizio, o c’entrano le condizioni di New York? “Aspettate. Apsettate la prossima. Arriverò a 220 (sorride). No, sto cercando di servire un po’ più forte che a Wimbledon perchè la palla qui è molto molle. Non prende molta rotazione. Cerco di giocare un po’ più piatto. Ed è per questo motivo che servo più veloce”.
Il prossimo avversario è Istomin. Sta giocando bene in queste ultime settimane. “Sì. Ha fatto un ottimo torneo a New Haven. E’ un avversario difficile, un buon giocatore. Ho giocato contro di lui al secondo turno al Queen’s. Ho avuto un match molto duro, 7-5 al terzo. Lui gioca un po’ più calmo rispetto a Gabashvili. Devo cercare di continuare a giocare come ho fatto con Gabashvili, un po’ più aggressivo, e guadagnare un po’ in fiducia”.
Qual è la differenza qui rispetto agli altri Slam? “Questo torneo per me è più difficile, credo soprattutto per il tipo di palla. Questa palla è più facile da giocare per chi ha i colpi piatti che non per chi gioca in topspin. Ma ho vinto le Olimpiadi con questa palla. Ho vinto Pechino nel 2005 con questa palla. Posso farcela”. Sei pronto per mostrarci il tuo nuovo, grande, dritto piatto? “Questo è impossibile. Io continuo a giocare in top-spin, ma gioco molto aggressivo per tutto il tempo, gioco a un ritmo molto elevato”.
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Se ci è piaciuto il nadal di oggi, mmmhhhh… Si per la tenuta mentale (non si vincono per caso due set al tie break consecutivamente), non per quella fisica(spesso in ritardo sulla palla, aspetto fondamentale per il suo tipo di gioco) e per la tattica (troppi errori sulle palle break). Se nadal vuole arrivare in finale, allora dovrà cambiare tipo di gioco tenendo da fondo provando a completare il punto sulla linea di fondo… Se poi ci arriva il Re e si avrà lo scontro diretto, allora è un’altra storia (a New York….)!!
Di sicuro il Nadal migliore non deve arrivare due volte al tie-break con Gabashvili. Ma forse è solo questione di “acclimatamento”. Già con Istomin sarà un buon test per verificare se la forma e l’abitudine alle condizioni migliorano, credo. A presto