Semifinali a New York: in campo i tre grandi





L’unico che manca all’appello è Andy Murray. Gli altri tre ci saranno tutti, nel SuperSaturday della Grande Mela. Hanno superato i cinque turni che li promuovono alle semifinali Rafael Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic. L’unico “infiltrato” è Mikhail Youzhny, numero 14 mondiale, seconda semi di uno Slam in carriera. La prima fu proprio qui, a New York, nel lontano 2006. Allora sbarcò al penultimo turno del torneo grazie alla vittoria contro Nadal, l’avversario contro cui si giocherà sabato, all’Arthur Ashe Stadium, l’accesso alla finale.

A cercare di sbarrare la strada a Roger Federer sarà invece un avversario sulla carta ben più quotato: Novak Djokovic. Anche il serbo, come i primi due giocatori al mondo, arriva al penultimo appuntamento relativamente fresco: match al quinto soltanto al primo turno, e poi impegni relativamente facili, e comunque tutti chiusi in tre set. Federer e Nadal hanno fatto ancora meglio: sono riusciti a non lasciare per strada, fino a questo momento, neanche un set. “Ma direi che le evenutali ‘tossine’ di quel primo turno con Troicki ormai sono state ampiamente smaltite, a questo punto”, sottolinea Claudio Mezzadri. “Credo che anche Djokovic, domani, si presenterà in campo relativamente fresco e lucido”.

“E’ andato avanti in scioltezza, con match sempre a senso unico. Certo, il favorito sarà Roger Federer, che ha giocato tutto il torneo in tranquillità, in fiducia, direi quasi in relax. Il tie-break con Melzer e il 7-5 con Soderling non cambiano il mio giudizio su un torneo fino a questo momento perfetto. Dall’altra parte, però, c’è un Djokovic supermotivato: ha finalmente la sua grande occasione per dimostrare che può vincere ancora uno Slam dopo il suo unico titolo major, a Melbourne 2008, che può fare il salto di qualità, che può entrare nell’olimpo dei grandi. Ce la metterà tutta. Federer invece ormai a questi appuntamenti ci ha fatto l’abitudine. Non si emoziona più per nulla. Lui ormai ha vinto tutto. Ha sedici Slam e già cinque Us Open alle spalle. Per lui, la motivazione c’è, ci mancherebbe. Ma è sempre la stessa da anni. Mentre Djokovic ha un’extra motivazione decisamente più adrenalinica, quella di far vedere che anche lui può essere il più forte. Questo è uno stimolo eccezionale quando cerchi di crescere. E’ da un’eternità che Djokovic cerca questo salto di qualità. Che ha finalmente l’occasione di fare. E sabato ne avrà l’occasione”.

Il gran numero di successi già raccolti da Federer potrebbe dunque in qualche modo penalizzare lo svizzero? “Non è proprio così. Però di certo Federer scenderà in campo molto più rilassato di Djokovic. Non ha bisogno di dimostrare più niente a nessuno. E questo gli potrebbe far giocare un tennis ancora più stellare. Giocare rilassato può significare lasciar andare il braccio molto più liberamente. E per uno con il talento di Federer questo può significare grandissimo tennis. Vedremo”.

Quali saranno le armi che Djokovic dovrà usare per vincere? “Deve cercare di rendere la partita intensissima, di non lasciare respirare Federer, di farlo spostare, di fargli mancare il fiato. Missione non facile con un giocatore con Federer. Ci riesce molto bene Nadal, quando è in forma Djokovic, qualche volta Murray. Se Djokovic raggiunge l’obiettivo, per Federer diventa difficile giocare brillante. Il suo gioco migliore Federer lo fa quando hai le pulsazioni tranquille. Ma se l’avversario comincia a servire bene, stare avanti, aggredire, non mettersi in difesa, credo che per il pluricampione degli Us Open si potrebbe anche mettere male. Certo, perchè un’ipotesi del genere diventi realtà, con un Federer in stato di grazia come quello che abbiamo visto in questi giorni, Djokovic deve portare all’estremo quello che sa fare”.

Tra Nadal e Youzhny invece la differenza è molto più marcata. “In teoria, il russo potrebbe dar fastidio a Nadal, perchè ha grande intelligenza tattica, è capace di lottare, ha le varianti di gioco che possono mettere in difficoltà lo spagnolo. Ma arriva da un torneo molto duro, in cui ha molto faticato. Se escludiamo il primo turno, ha sempre dovuto affrontare partite lunghe e faticose: quattro set al secondo con Sela, ancora quattro, e due tie-break, con Isner, poi nuova maratona con Robredo, e infine i cinque set con Wawrinka. Lo vedo troppo affaticato per poter affrontare con qualche chance di vittoria un giocatore come Rafael Nadal”. I precedenti dicono 7 a 4 per lo spagnolo. L’ultimo incontro risale a Wimbledon 2008: in quell’occasione Nadal vinse facile. In tre set.

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Scritto da isa il set 10 2010. Registrato sotto Articoli, Mikhail Youzhny, Novak Djokovic, Parla Claudio Mezzadri, Rafael Nadal, Roger Federer. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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