Incredibile Llodra contro Berdych:
“Il dolore al piede? Non lo sentivo più”





L’impresa messa a segno ieri a Flushing Meadows lo conferma: Michael Llodra sul veloce c’è, ed è pericoloso. Sta crescendo. Anzi, è già cresciuto. Il francese, l’eroe di Coppa Davis quest’estate contro la Spagna, dimostra ancora una volta di saperci fare, soprattutto sulle superfici molto rapide. La mission impossible di queste prime giornatae a New York è firmata da lui: la sconfitta, al primo turno, di Tomas Berdych, per 7-6 6-4 6-4 (guarda una sintesi su usopen.org). “E’ la mia più bella vittoria in uno Slam” dice all’Equipe. “Dopo quello che mi è successo questa settimana, non mi davo tante chance di eliminare il numero 7 al mondo in tre set. Qualche giorno fa, non sapevo neanche se avrei giocato”.

Eppure la vittoria è stata impressionante. “Tutto è andato bene, sono stato aggressivo e ho servito bene. Quello che non bisognava fare era rimanere a fondo e lasciargli fare i suoi colpi pesanti. Volevo togliergli il tempo in modo che non mi facesse correre da una parte all’altra del campo. Ci ho provato con una alta qualità al servizio. Anche se non ho fatto tanti ace, ho fatto tanti servizi vincenti e ho fatto molto bene con la volée. Era tutto perfetto. Sono stato efficace e bravo nei momenti chiave”.

L’infortunio ti ha obbligato a una maggiore concentrazione? “Non posso avere la testa altrove. Quando hai qualche problema fisico, vai all’essenziale. Questo mi fa un po’ pensare al match con Verdasco, in Davis, dove ho sempre mantenuto la testa in campo e la concentrazione”. E’ stato importante il piano mentale? “A 30 anni si prende coscienza che si è più vicini alla fine che all’inizio della carriera e si cerca di approfittarne al massimo”. In che cosa sei maturato? “Cerco di restare concentrato su quello che devo fare. Anche se sentivo dolore, ho cercato di non pensarci. Al terzo set, quando era davvero dura, mi sono concentrato solo sulla percentuale delle mie prime palle, e cercavo di giocare bene la volée e di non dargli la possibilità di angolare”.

Come affronti il secondo turno? “Non so che cosa mi aspetta. Quando l’anti-infiammatorio non fa più effetto, il piede mi fa male. Affronto giorno per giorno. So che una infiammazione molto grave (alla pianta del piede). Venerdì non riuscivo ad appoggiare il piede per terra. Cinque giorni dopo ho battuto Berdych e vedo la fine della mia stagione in maniera diversa. Ma ho un grande obiettivo, la Davis. Inconsciamente, posso alzare il piede per paura di farmi male”.

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Scritto da isa il set 2 2010. Registrato sotto Articoli, Michael Llodra, Tomas Berdych. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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