Fognini prima illude poi delude. E pensa alla Davis
Fabio Fognini non ha concesso il bis, agli Us Open. Non ha replicato, contro Fernando Verdasco al primo turno a New York, la vittoria di Wimbledon. Questa volta, al termine di una maratona di cinque set, il vincitore è stato, come da ranking e da pronostici, il madrileno, che ha vinto per 1-6 7-5 6-1 4-6 6-3 dopo una battaglia durata tre ore e venti minuti.
Un vero peccato, perchè con il Verdasco versione primavera-estate 2010 vincere non è poi così difficile, come dimostrano le sconfitte subite dallo spagnolo da giocatori decisamente inferiori di livello.
Lo spagnolo è stato falloso, sulla seconda di servizio non era per niente incisivo ed è stato molto generoso di break point (ne ha concessi ben 17). Verdasco era tutt’altro che irresistibile. E Fognini, come ha dimostrato a Wimbledon, ha le armi, il livello, il gioco per sconfiggerlo. E’ vero che i due hanno giocato alla pari, che c’è stata battaglia, che l’azzurro ha dimostrato di poter sfidare chiunque. Ma resta comunque l’amaro in bocca per una vittoria mancata. E sfuggita, ahinoi, ancora una volta.
Meglio pensare alla Davis che ci aspetta. E alla sfida contro Soderling e compagni. Un appuntamento dove l’apporto di Fognini sarà probabilmente fondamentale. “Non sta a me decidere la formazione” ha detto. “E’ chiaro che io sono disponibile a giocare”, ha detto dopo il match, dove, nel suo box, ha ospitato anche capitan Barazzutti. Intanto, a New York, le speranze azzurre restano affidate a Potito Starace e Andreas Seppi, in campo proprio in questi minuti rispettivamente contro Almagro e Granollers.
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