Us Open: Djokovic sull’orlo del baratro
Morte e risurrezione in 3 ore e 5 set
E’ andato davvero vicino alla catastrofe, oggi, Novak Djokovic. Al suo esordio nella Grande Mela, nel derby con l’amico Viktor Troicki, ha rischiato seriamente di uscire. Al primo turno. Ancora una volta, in gran parte per colpa di un servizio “ballerino” e di qualche errore di troppo. Vince al quinto, con il punteggio di 6-3 3-6 2-6 7-5 6-3 in tre ore e quaranta minuti.
Partito bene, Nole sembrava incamminato sulla via di una facile vittoria. Cominciava infatti con un set vinto per 6-3 che prometteva bene: la netta superiorità tecnica di Nole sembra mettere troppa distanza tra i due. E invece, nel secondo e terzo set la battuta di Djokovic cala terribilmente (dopo il 70% di prime palle nel set di apertura scende al 45% nel secondo), l’avversario cambia ritmo, prende l’iniziativa e si rende artefice di un gioco brillante e aggressivo che spiazzano il semifinalista 2009.
Così Djokovic si trova sotto di due set a uno nel giro di poco più di un’ora. Il caldo insopportabile non fa altro che peggiorare la situazione per il numero 3 al mondo. Anche il quarto set si apre malissimo, con un break subito da Nole in apertura, che fa sognare Troicki. Ma, finalmente, Djokovic ritrova un po’ del suo tennis migliore, qualche vincente in più e soprattutto la freddezza nei momenti chiave. Nole risale la china fino a conquistare quarto e quinto set. Djokovic vince il match sul filo del rasoio (a fine partita ha messo a segno 159 punti contro i 158 di Troicki). Resiste. E si salva anche questa volta.
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