John Isner, con de Bakker vince la stanchezza
Completamente svuotato di energie. Stanco, troppo stanco. Così si è presentato oggi in campo John Isner, dopo il primo turno da record vinto con Nicolas Mahut, per affrontare il suo secondo avversario, Thiemo de Bakker. Che lo ha letteralmente massacrato vincendo in 74 minuti per 6-0 6-3 6-2. L’eroe della maratona oggi era l’ombra di se stesso.
Non ha fatto un ace (contro gli 11 dell’avversario), ha vinto la metà dei punti dell’olandese (46 contro 87), ha messo a segno 20 vincenti contro 35 errori. Numeri da prncipiante o poco più, che gli sono costati la partita e Wimbledon. “In realtà ho dormito bene” dice dopo la grande delusione seguita all’ebbrezza della vigilia. “Ero così stanco che sono crollato. Ma mentalmente e fisicamente, ero ancora molto provato. Ero a corto di carburante. Non avevo nessuna chance”, ammette candidamente.
Giovedì hai detto che saresti morto piuttosto che cedere. Ti è tornato in mente questo pensiero nei tre set di oggi?
“No. E’ stato terribile. E’ stato subito chiaro che non avevo più niente da dare. Ma devo dare merito al mio avversario, lui comunque ha dovuto giocare bene. E’ rimasto lì ed è stato di sicuro il miglior giocatore in campo”.
Sapevi, quando ti sei svegliato, che non avresti avuto l’energia per giocare?
“Sì. Cioè… in effetti pensavo che potesse andare tutto bene. Ma avevo anche quella brutta vescica al piede destro. E mi ha dato parecchio fastidio”.
Cosa hai imparato da questa esperienza?
“Mi ha dimostrato quanto valgo come combattente. Lo stesso vale per Nicolas. Il modo in cui entrambi ci siamo affrontati là fuori è stato semplicemente stellare. Mi sentivo come se fossi un buon combattente, e penso di averlo dimostrato in quella battaglia. Fuori dal campo, non saprei. Non so quanto la mia vita cambierà dopo di questo. Certo, è qualcosa che ricorderò a lungo, e con piacere”.
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