Roger, ma quanto ti mancano… le sfide con Rafa?





La caduta di tanti top players ai primi turni? Non si tratta soltanto del calendario duro, c’è dell’altro. La vita da papà di famiglia? Il cambiamento è stato agevole, senza traumi. E sulla lontananza da Nadal, beh, forse ci perde il tennis. Roger Federer ha parlato di questo e di molto altro nell’intervista post-match a Miami, dopo la vittoria contro Florent Serra. Ecco cosa pensa dell’eliminazione anzitempo dei suoi due più diretti concorrenti, Djokovic e Murray. Stagione troppo intensa? Non esattamente, secondo il numero 1 del mondo.

Che dice: “Ognuno di noi deve programmare la sua stagione in modo da essere in forma al momento della competizione. Ma a volte c’è anche qualcosa che va al di fuori del tuo controllo. Perchè se l’avversario sta giocando il match della sua vita in un giorno particolare, al meglio dei tre set, tutto va molto veloce. Lo avete visto chiaramente con me la settimana scorsa. Ero avanti di un set, con un paio di break point a disposizione, e cinque minuti più tardi sono un set pari, in avvio di un terzo set in cui la carica è tutta la parte del mio avversario. E’ qualcosa che devi cercare di ‘ammortizzare’, di neutralizzare, come ho fatto con Serra. Ero un break avanti nel primo, due break avanti nel secondo, e alla fine sono riuscito a vincere in due set. Non sempre va a questo modo. E’ soltanto un aspetto che mostra quanto difficile e complesso sia il tennis”.

Com’è cambiata la tua vita dovendo continuare a fare tennis con una famiglia e con due bimbe? “Il passaggio è stata davvero facile, ad essere onesto. Sono sorpreso per quanto mi è stato agevole, perchè mi aspettavo che sarebbe stato molto più difficile. Su quel fronte, siamo molto felici. Dopo l’Australia le piccole hanno avuto i loro piccoli guai, i denti e le malattie dei bambini. E’ stata piuttosto dura, ma è successo in un momento in cui non dovevamo viaggiare molto. Siamo stati malati anche io e Mirka. Ma adesso è grandioso. E con il passare del tempo diventano sempre più grandi, più attive, e c’è da divertirsi a interagire con loro. Cambia tutto in casa: dove prima c’erano tavole sedie, adesso c’è spazio vuoto dove loro possano muoversi. E’ tutto molto divertente”.

Il risultato più grande sul campo da tennis per un giocatore? “Vincere Wimbledon. Ma ogni giocatore è differente. Per me il massimo è vincere Wimbledon e essere il numero 1. Un sogno che ho realizzato già nel 2003″.

Ti manca Rafa, ti mancano le partite contro di lui? “Di sicuro, giocare contro di lui è sempre molto divertente. Penso che sia sempre un’ottima cosa per il gioco. Penso che giocare insieme sia un’ottima cosa per la qualità del gioco, perchè io ho la sensazione che noi abbiamo sempre la tendenza a tornare sul campo di allenamento e dire ‘okay, chiunque dei due abbia vinto o perso, bisogna lavorare più duro, anche se non penso che noi abbiamo mai rallentato il ritmo. E’ sempre stato molto divertente giocare contro di lui, e spero che venga presto un giorno in cui lo rifaremo. Forse qui: forse la prossima settimana, forse quella successiva. Giochiamo molti tornei insieme. E adesso che lui non è più il numero 2, le chance di giocare prima nel torneo sono maggiori”.

Avete giocato dopo un lungo acquazzone. Come passi il tempo quando aspetti che la pioggia smetta per entrare in campo? “Capita spesso di dover aspettare. Ti aggiornano ogni 30, 45 minuti di solito. Ci siamo abituati. Io cerco di mantenermi ‘caldo’ con i muscoli, di mangiare qualcosa, di muovermi. I giocatori spesso fanno un po’ di palleggi, poi tornano, mangiano qualcosa, si riposano e si fanno una doccia. Qualcosa per mantenersi pronti per il prossimo match. A volte mi capita di giocare a carte con gli amici, oppure di andare a guardare la pioggia sul campo. Dovrai scendere in campo a breve, quindi mentalmente devi mantenerti pronto per quello”. La concentrazione, prima di tutto.

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Scritto da isa il mar 30 2010. Registrato sotto Roger Federer. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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