Seppi: speravo che non mi chiamassero. Giocare
in azzurro mi mette addosso troppa pressione
E’ amareggiato, Andreas Seppi, dopo la convocazione arrivata da capitan Barazzutti per la sfida di Davis Italia-Bielorussia, nel weekend tra il 5 e il 7 marzo. In un’intervista uscita questa mattina sulla “Gazzetta dello Sport” dice di non essere particolarmente sorpreso salla mossa del ct, ma aggiunge: “Speravo che, contro la Bielorussia, con Starace e Fognini così più forti sulla terra, non mi chiamassero”.
E spiega i motivi che lo hanno fatto optare per quella lettera di richiesta di non giocare in azzurro per una stagione: “Amo giocare per la maglia azzurra, ma soffro queste partite e ci metto poi un mese e più per ritrovarmi. La richiesta non era tecnica, ma umana. Non mi hanno voluto capire, continuano a non venirci incontro”. Ricorda infatti che l’anno scorso, contro la Svizzera, quel malessere che lo fece perdere malamente era proprio dovuto alla tensione, all’emozione scatenata dal fatto di giocare per la Nazionale.
Aggiunge anche che del suo problema aveva parlato a lungo a Rotterdam con Barazzutti e Binaghi, e spiega: “Sembrava che fose tutto a posto. Mi avevano proposto o di andare comunque a Castellaneta solo per stare coi ragazzi, o di fare un comunicato insieme per spiegare la rinuncia. Ma poi loro sono spariti, io ho ufficializzato la mia decisione, e Binaghi ha risposto con il comunicato di chiusura”.
Adesso si fa strada lo spettro della squalifica, una gran brutta prospettiva. “Sì, non potevano fare un’eccezione dopo la vicenda-Bolelli, ci sono degli equilibri di squadra, sono il numero 1… Ma avermi lì, così a disagio, potrei fare ancora peggio alal squadra: sarebbero in 3 e non in 4. Sono deluso per i rapporti e perchè pensavo che Corrado non mi convocasse. Perchè l’ha fatto?”. Andreas ancora non dice cosa farà il 5 marzo. La tensione sale, e i risultati si fanno sempre più deludenti. Tra i nostri tennisti fioccano le sconfitte. Negli ultimi tornei neanche uno tra i quattro impegnati tra Acapulco e Dubai è riuscito a vincere un match. Non è bello il gesto di un giocatore di non giocare per la propria Nazionale. Ma non sono belle neanche le vendette e ancora meno gli ostracismi. E il grande sconfitto sembra ancora una volta il nostro tennis.
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