La crisi è finita: Muller riparte da Bergamo

Foto Antonio Milesi

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Lo vedi giocare quando è in giornata e capisci come sia riuscito, nel 2005, a eliminare Rafael Nadal a Wimbledon al secondo turno, o ad approdare ai quarti agli Us Open, nel 2008, partendo dalle qualificazioni. Poi però scopri che, un anno sì e l’altro pure, passa mesi lontano dal campo per infortuni. L’ultimo, quello alle ginocchia, ha tenuto fuori dal circuito Gilles Muller, ventiseienne lussemburghese alto 193 centimetri per 83 chili, per sei lunghissimi mesi.

Durante i quali il suo ranking è precipitato (settimana scorsa era oltre la 400esima posizione, adesso è numero 328). Tanto che, tornato a giocare a inizio 2010, ha dovuto ricominciare dai Futures. Proprio come i ragazzini alle prime armi. Ma lui, che ha giocato Slam e Masters Series, non disdegna affatto i tornei del circuito minore. E in campo non si risparmia. Sa che ha le carte per risalire. E ha cominciato il percorso per uscire dal purgatorio e ritornare grande. La settimana scorsa, gli Internazionali di Bergamo gli hanno dato una mano “regalandogli” ben 131 posizioni in classifica in un colpo solo, grazie alla finale raggiunta. Questa settimana si giocherà Belgrado, dove è già in tabellone. Se vincesse, entrerebbe nei primi 200. Specialetennis lo ha incontrato proprio mentre stava giocando il torneo di Bergamo. Dove le sensazioni positive lo hanno ripagato delle sofferenze degli ultimi mesi.

“Il feeling qui a Bergamo è ottimo. Sto molto bene in questo momento. Sono felice di essere arrivato in finale e cercherò di giocare il maggior numero possibile di tornei nelle prossime settimane per riprendere confidenza e per riacquistare sicurezza. Da quando ho ripreso la mia attività agonistica ho fatto pochi match, e a volte fatico ancora a recuperare dopo una partita lunga: mi sento stanco e il fisico è ‘lento’. Ma è normale dopo uno stop durato così tanto”.

Strana carriera la tua, Gilles. Sei stato capace di eliminare Nadal nel 2005, di arrivare a incontrare Federer agli Us Open nel 2008, battendo Almagro e Davydenko, di sconfiggere una volta Roddick e due Agassi, eppure gli up and down sono una costante della tua esperienza nel tour. Come lo spieghi?
“Da junior ero partito molto bene (numero 1 della categoria nel 2001, vincitore degli Us Open juniores e finalista a Wimbledon nello stesso anno ndr). Poi però, quando sono passato nel tour maggiore, ho trovato il cambiamento molto duro. Ho impiegato diverso tempo prima di adattarmi al circuito: ero ancora troppo ‘giovane’ nella mia testa. Poi sono maturato, ma sono cominciati gli infortuni. Adesso mi sento mentalmente forte e sono convinto di aver trovato la fiducia, e la forma fisica giusta, per tornare al top in pochi mesi”.

Hai tutto il tempo per guadagnarti la classifica che ti consentirà di giocarti gli Slam della stagione. Qual è il major dei tuoi sogni?
“Gli Us Open. Adoro New York, ho un grande feeling con quella città. Il pubblico è straordinario. Tutte le volte che vado negli States riesco a giocare meglio. Lì ho raggiunto il mio miglior risultato sia da junior sia nel circuito pro. Per me è una città magica”.

E sempre a New York a Muller è riuscita anche l’impresa di sconfiggere il super beniamino di casa Andy Roddick: accadde sempre nel suo anno magico, il 2005, al primo turno. Per non parlare dell’impresa del lussemburghese contro l’ex numero 1 Andrè Agassi: Gilles lo ha sconfitto agli inizi della sua carriera, nel 2004 a Washington.

Il suo punto di forza, quel servizio potente, preciso, fulminante, è stato spesso la sua arma vincente contro grandi e meno grandi.
“Adesso devo pensare a migliorare gli altri colpi”, dice lui, ben consapevole che il ritorno in alto non sarà facile. “Non punto certo a vincere il Roland Garros. Continuerò a migliorare le mie performance sul veloce, adesso giocherò tanti indoor, rafforzerò il mio gioco di attacco. Ma so che dovrò lavorare duro per potenziare tutti i colpi: dal diritto al rovescio, dalla volée allo smash”. Le qualità del campione ci sono tutte, come il passato ha dimostrato. Adesso sta a lui tornare a esprimerle ai massimi livelli.

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Scritto da isa il feb 15 2010. Registrato sotto Articoli. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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