Federer e il tennis, una storia d’amore
Ama il tennis come nessun altro. Ecco perchè quando è in campo gioca con tanta naturalezza, perchè la scioltezza e la fluidità nei movimenti che ha lui sono uniche, perchè continua a lavorare e allenarsi come un matto, perchè si diverte ogni volta che prende in mano una racchetta. In una intervista concessa a “L’Equipe” il vincitore degli Australian Open, nonchè numero 1 al mondo, Roger Federer, racconta la sua grande storia d’amore per il tennis. Macina record, lo svizzero dal braccio fatato. Arrivato al suo sedicesimo Slam, ha raggiunto Jimmy Connors nella permanenza al numero 1 della classifica e adesso punta a uguagliare il record di Sampras, che là sopra ci rimase per 286 settimane (Roger “soltanto 268).
“Il record di settimane come numero 1 di Sampras è imporante per me” confessa lo svizzero. Stare in cima per così tanto tempo quando conosci il valore di chi sta dietro di te non è facile. Il mio obiettivo principale per quest’anno è chiudere la stagione da numero 1. E’ stato molto difficile recuperare questa posizione dopo averla smarrita. Voglio vincere più tornei. L’anno passato ne ho vinti quattro (Madrid, Roland Garros, Wimbledon, Cincinnati). Sono stati grandi tornei, però voglio fare meglio. Ho mancato dei titoli in alcuni tornei minori. Certo, ad alcuni ho dovuto rinunciare per problemi fisici o perchè avevo bisogno di riposo, e mi sono concentrato sui grandi tornei, e questo non mi piace”.
La chiave del successo
La preparazione è la base del suo successo: “Cerco sempre di arrivare in forma perfetta ai grandi tornei. Non puoi giocare uno Slam con il minimo problema fisico. Faccio sempre un pre-riscaldamento di dieci minuti prima della partita, e faccio esercizi di rafforzamento per la schiena quasi tutti i giorni per evitare i problemi che ho avuto in passato. Ho sempre pensato che la mia schiena non fosse sufficientemente forte. Se non dormo 11 o 12 ore al giorno, non va bene. Quando le gemelle piangono e sono in un torneo, mi metto i tappi nelle orecchie, e torno a dormire”. Federer parla poi dell’esigenza che ha il numero 1 del mondo, che è anche obbligo, in molte occasioni, di rinunciare a giocare dei tornei che in altre circostanze sarebbero molto invitanti.
“Bisogna fare delle scelte”
“La gente deve capire che non possiamo giocare sempre. Se avessi giocato la Coppa Davis l’anno scorso, forse non avrei vinto il Roland Garros. Credo che giocare un turno di Davis equivale a rinunciar a un Masters 1000 del mio calendario e non mi sento pronto per questo. Vengono prima le mie decisioni personale, magari in un futuro le cose cambieranno”. Cosa pensa Roger del nuovo infoortunio di Rafael Nadal? “Ho visto Rafa giocare ad Abu Dhabi e a Doha: non gli manca proprio niente. Se Nadal avesse giocato Wimbledon e non avesse perso quei 2mila punti, dove sarebbe adesso? Credo che il miglior Rafa lo rivedremo ancora”.
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