“Due settimane da sogno, una finale da favola”. Roger Federer promuove la sua prestazione agli Australian Open e, nelle interviste del dopo-partita, esprime tutta la sua gioia per un titolo voluto, cercato, e conquistato. “Sono molto contento del mio tennis in queste due settimane di torneo. La finale? Ho disputato uno dei migliori match della mia carriera. Non so se sia il migliore perchè ogni avversario è diverso e ogni tattica è differente. Ma so che ho affrontato un giocatore che possiede tutte le armi per vincere i grandi tornei e per battere i migliori. Giocare dall’inizio alla fine a un livello così elevato, è una cosa molto speciale”.
Il punteggio (6-3 6-4 7-6) dice un dominio pressochè assoluto. Ma quello che è ormai il re incontrastato del tennis rende al vinto l’onore delle armi. “E’ stato un match molto serrato. Andy è tra i giocatori capaci della miglior difesa del circuito, forse il migliore. Se serve bene, è molto difficile breakkarlo perchè raramente commette errori da fondo campo. Con lui bisogna davvero spingere, costruire il gioco. Lui contrasta sempre molto bene ed è anche capace di giocare aggressivo. Tutto questo rende le cose piuttosto complicate. Bisogna essere molto tranquilli e credere nella propria tattica e nel proprio gioco. Ho capito subito che sarebbe stato un match molto difficile perchè era molto intenso fisicamente e mentalmente. Raramente ho giocato un match così fisico”.
E quel tie-break così lungo? “Gioco raramente questo tipo di tie-break, forse a volte in allenamento perchè spesso si fanno i tie-break. Ma raramente si finisce 13-11. Il mio record è 20-18 contro Safin a Houston. Ho pensato proprio a quel tie-break (giocato nel 2004: il match lo vinse Federer 6-3 7-6 ndr). Terminare un match con un lungo tie-break è molto stressante perchè ci si può ritrovare a 24 punti dalla vittoria oppure a un punto soltanto. Sono andato alla ricerca dei punti, ho preso qualche rischio alla fine, è stato emozionante”.
Che cosa c’è di particolare in questo sedicesimo titolo Slam? “E’ il mio primo Slam da papà. Quando me ne sono andato via dalle bimbe per giocare la partita, ho detto loro salutandole ‘ah è una buona giornata, voi avete detto buona fortuna, ho capito bene’. Loro hanno detto qualcosa, io ho pensato tra me e me che poteva essere così. Questo mi ha dato la voglia di fare bene. Era emozionante partire in questo modo. Sono felice di aver potuto gestire bene tutto, con il torneo, lo stress, i giornali, le partite, gli appuntamenti. Fa piacere cominciare una stagione in questo modo perchè mi sono allenato come un pazzo in settembre e in dicembre. E’ davvero straordinario vedere che tutto questo paga”.




















