Tsonga si inchina, Federer il più forte

Si chiama Roger Federer il secondo finalista degli Australian Open. Ha vinto 6-2 6-3 6-2 contro Jo-Wilfried Tsonga in una partita in cui il francese non è riuscito a opporre resistenza allo svizzero. Il numero 1 del mondo non ha concesso neanche una palla break, mentre il francese ne ha regalate ben 10, cinque delle quali sono state convertite.
Ventisette gli errori gratuiti di Tsonga contro i 13 del finalista, 6 ace a 4 per Tsonga e 5 doppi falli a 0 sempre per il francese: una mattanza durata un’ora e 28 minuti in cui il numero 10 del mondo è apparso provato dai match precedenti (in particolare dalle due maratone contro Djokovic e Almagro, decise soltanto al quinto) mentre il numero 1 gioca sempre più in fiducia e in scioltezza.
La palla di Tsonga non dà fastidio e le gambe si muovono poco: uno Tsonga spompato in questa maniera non ha nessuna chance di competere con un campione che in questo torneo è andato continuamente migliorando, di match in match. Il Cassius Clay che si esalta nel combattimento oggi ha perso tutte le energie e non può che inchinarsi. Prova le smorzate perchè non ha la forza di tentare i vincenti.
Qualche ace messo a segno non basta. Lo spettacolo non c’è e il pubblico si deve accontentare di qualche prodezza di dritto e di rovescio in slice di Federer, che si esibisce in una sorta di assolo. Ma lo spettacolo, quello che tutti aspettavano, latita. E Tsonga se ne va sconsolato. Nessuna danza della vittoria, questa volta, ma solo un triste “arrivederci”. Roger Federer anche oggi è stato il più forte.
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