La crudele sconfitta di Richard Gasquet

Era successo agli ottavi di finale a Wimbledon nel 2008. Richard Gasquet si ritrova a un passo dall’eliminare il grande favorito di casa, Andy Murray. Avanti 7-5 6-3, non riesce a chiudere e si fa rimontare al quinto. Risultato, a favore dello scozzese, 5-7 3-6 7-6 6-2 6-4. La maledizione del quinto set si ripete esattamente un anno fa, sempre a Melbourne, con Fernando Gonzalez.
Terzo turno: una partita che sembra filare via liscia per il francese, avanti 6-3 6-3. A questo punto qualcosa si inceppa. Il terzo set va al cileno dopo un combattutissimo tie-break finito 12-10 per Mano de Piedra, il quarto va via facile 6-2 sempre per Gonzalez. Gasquet si risveglia nel quinto. Ma non basta e chiude sotto per 10-12.
La maledizione si è ripetuta per la terza volta quest’anno, al primo turno di Melbourne. In tabellone Gasquet si ritrova contro, al suo esordio sul veloce d’Australia, il russo dalla faccia cattiva, Mikhail Youzhny. Un po’ appannato negli ultimi tempi, ha però fatto le sue figure di recente (finale a Valencia e vincitore a Mosca), ma giusto poche settimane fa le aveva prese da Stakhovski. Con il francese è subito lotta. Il primo set infinito si decide al tie-break: è Gasquet a vincerlo 11-9. La seconda frazione scivola via liscia, e Gasquet va sul 6-4. Nel terzo recupera fino al 6 pari ma perde male. Nel quarto sembra ritrovato, va avanti sul 3-0 ma anche qui si fa rimontare. Ed è ancora tie-break. Ed è ancora Youzhny. A questo punto, il destino è segnato? Incredibilmente, subito il break nel quinto, Richard si arrampica fino al 4-2. Ma qui, ecco l’inevitabile. L’altro fa suoi gli ultimi, decisivi giochi.
“Ultimamente ho vissuto di peggio che una sconfitta a tennis” commenta lui. “E’ quasi piacevole perdere così (sarà…). Ho vissuto sei mesi cinquanta volte più duri rispetto a perdere al quinto set con Youzhny, anche se è di sicuro molto dura una sconfitta così. In ogni caso, cerco di relativizzare perchè c’è motivo di farlo. Sono contento di ritrovarmi in campo. E’ difficile perdere e molto frustrante ritrovarsi a farlo al quinto, ma non è brutto come quello che ho vissuto negli ultimi mesi. Sono dei bei problemi da affrontare, in fondo, quelli di ritrovarsi a pensare che devo migliorare in campo”.
Aveva anche avuto due palle per chiudere il match (quarto set, 6-5 Gasquet, Youzhny al servizio, 15-40 dopo uno spettacolare passante incrociato di dritto). Ma non è bastato. “Sono stato molto vicino a vincere, ma lui è un grande campione e ha giocato bene. Il mio problema? E’ stato lui. Ha lottato fino alla fine e io non ho avuto successo. Questo è il tennis. Ho lottato anch’io, non ho giocato male con l’eccezione del servizio, dove posso fare meglio. Ho fatto la mia partita, ho avuto qualche dolore alla schiena che mi è pesato nel secondo e terzo set. Poi,non ho avuto chance sulle palle del match e sui tie-break, dove il suo tennis è stato incredibile”.
Qualche rimpianto sui match-ball? “No, l’anno scorso, con Gonzalez, avevo tentato la risposta vincente. Non volevo riprovare ancora la stessa tattica. E tuttavia, è un eterno ricominciare”. “Al match ball, mi dicevo: questa volta resti calmo e tieni la palla in campo. Ci sono stati quindici scambi. A ogni colpo, speravo che la sua palla andasse in rete, la palla toccava la rete e passava. Non è riuscita neanche questa volta”. Bando alle delusioni, Gasquet è comunque soddisfatto del livello di gioco espresso, “Non pensavo di ritornare così in fretta e mi sento molto bene fisicamente. Sono soddisfatto per il mio gioco. E’ un buon rientro”.
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