Djokovic sconfitto dal mal di pancia. E da Tsonga

Tutto diceva Novak Djokovic, alla vigilia di questi quarti di finale. Il tabellone che aveva preceduto questa sfida, con match contro avversari poco impegnativi contro cui lui, Nole, aveva potuto esaltarsi ed esprimere al meglio il suo gioco aggressivo e potente. Il nome della città, Melbourne, quella nella quale Novak ha vinto il suo primo e finora unico Slam. L’avversario, Jo-Wilfried Tsonga, lo stesso sconfitto in finale in quella vittoria epica, esattamente due anni fa. E invece il campo ha detto che adesso è il tempo di Cassius-Jo. Ha vinto lui dopo 3 ore e 53 minuti di gioco in cinque set, per 7-6 6-7 1-6 6-3 6-1 e sarà lui a sfidare Roger Federer venerdì in semifinale.
Tsonga ha avuto il merito di non arrendersi, sotto di due set a uno, con un terzo set perso 6-1, Djokovic ha sbagliato qualche palla di troppo nel primo set quando, avanti di un break e 5-2, si è fatto rimontare per cedere in un tiratissimo tie-break finito 10-8 per il francese. Poi, dopo la terza frazione, c’è stato il ritorno di quei dolori di stomaco che già si erano fatti sentire prima del match. Nole è andato in bagno a vomitare ed è tornato in campo senza più forze. Ha giocato ma senza più crederci, tradito dal suo fisico proprio nel momento più importante.
“E’ stato un vero peccato non poter giocare al livello a cui avrei voluto nel quarto e quinto set”, ha detto Djokovic dopo il match. “Non voglio trovare scuse per la mia sconfitta, ma non stavo bene. E questo è un grande torneo per me. Quindi è davvero spiacevole non essere in grado fisicamente di giocare per l’intero match”. E pensare che Nole non ha certo mangiato chissà che. Semplicemente un pranzo a base di pasta. Aveva avuto qualche disturbo di stomaco già prima del match, ma il dolore vero è arrivato soprattutto dopo il terzo set, quando non è più riuscito a resistere. Le gambe non andavano più, non arrivava sulla palla, i colpi non funzionavano.
Come pensi che andrà Tsonga con Federer? “Non lo so e non mi interessa”. Sei riuscito a giocare qualche grande punto nel quarto e nel quinto set, hai fatto anche qualche grande corsa. Che voto daresti al tuo livello nel quarto e nel quinto set? “Come ho detto, non ero in grando di muovermi. Non avevo la forza necessaria per colpire. Quindi non me la sento di dare un voto al mio gioco negli ultimi due set. Era un po’ come stare nel campo e sperare che lui sbagliasse. Questa era più o meno la filosofia. Penso comunque di aver giocato bene in tutto il torneo, anche oggi è stato un buon tennis. Un po’ deludente per la sconfitta perchè pensavo di poter vincere oggi con il mio gioco. Ma la vita va avanti. Siamo soltanto all’inizio della stagione”.
Hai pensato di ritirarti? “No, non l’ho mai pensato”. Diventerai numero 2 se Murray non vince il torneo. E’ importante per te? “Per me era importante andare più avanti possibile nel torneo. AVevo grandi speranze qui perchè mi sentivo bene e giocavo bene e mi trovo bene con questa superficie, e poi è andata così. Questa è la cosa più brutta. Non pensavo alla classifica. Se succedesse così sarebbe grandioso. E’ qualcosa che aspetto da molti anni. Ma me la devo meritare”.
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