
Pensa alle (tante) occasioni che gli sono sfuggite di mano, Andy Murray, dopo il match perso contro il solito Roger Federer in grande spolvero oggi a Melbourne. Non solo a quel break del terzo set. Ma anche alle chance sprecate nel primo, sul 2 pari, quando ha avuto tre palle-break per andare avanti sul 3-2. La delusione è evidente nelle parole, nel tono, nell’atteggiamento del numero 3 del mondo (guarda il video della conferenza stampa), che forse in classifica avrà anche scavalcato Rafael Nadal, ma di certo non lo ha ancora raggiunto nella caparbietà e nella tenacia che solo lo spagnolo riesce a mettere in campo contro Roger Federer.
La partita di oggi conferma infatti che senza il mancino di Manacor il più grande in assoluto resta soltanto lo svizzero. Senza Rafa non c’è partita. Forse peggio: non c’è gusto. “Ha cominciato a giocare molto meglio dopo quel secondo set. E il secondo set di sicuro lui ha meritato di vincere. Nel terzo set pensavo che avrei avuto più chance. Pensavo di aver meritato di portare il match al quarto. Ma non è stato così”.
Hai giocato con lui undici volte. Ti ha fatto vedere qualcosa di diverso oggi?
“No. Voglio dire, penso che il suo livello sia un po’ più soldi negli Slam. Forse negli altri tornei, “ci prova” di più. Ma, in ogni caso, i suoi colpi sono grandiosi. Fa pochissimi errori, credo, ancora mento rispetto a quelli che fa nei match degli altri tornei”. Come ti senti adesso? “Non ho belle sensazioni. Ovviamente avevo lavorato duro, per arrivare a questo livello. Volevo vincere il torneo. Penso che l’aspetto peggiore sia come il match si è concluso. Ovviamente la conclusione della partita è stata di grande impatto emotivo. Ho avuto le mie cahnce per tornare nel match”.
Il tie-break è stato uno dei più duri che tu hai mai giocato dal punto di vista mentale?
“No, voglio dire, per tutto il match non mi sono sentito nervoso. E’ ovvio che il fatto di giocare contro di lui ti mette una grande pressione addosso, per il modo in cui lui gioca. Tu hai bisogno di essere sempre concentrato per tutto il match. Insomma, io volevo vincere. Probabilmente in passato ho giocato forse tie-break più importanti. Voglio dire, lui era avanti due set a zero. Naturalmente mi sarebbe piaciuto aver potuto allungare il match al quarto”.
I vostri match negli Slam stanno diventando sempre più equilibrati?
“Il match di oggi è stato molto più equilibrato di quello che abbiamo giocato a Flushing Meadows. Come ho detto, ho avuto una chance all’inizio del match, e poi ho avuto altre chance alla fine. E’ solo il secondo set che non è andato nella direzione che avrei voluto. Non che nessuno dei set sia poi andato nella mia direzione. Ma ovviamente io ho avuto le mie opportunità in quei due set. Sì, io mi sento vicino a lui. I miei risultati negli Slam lo dimostrano. Ho bisogno di continuare a lavorare sodo”.C’è un set poin in particolare che senti che avresti dovuto far tuo? “Avrei dovuto fare meglio il servizio quando neo ho avuto la opportunità. E non l’ho fatto. Non ricordo il punteggio, ma a uncerto punto ho mandato un dritto vincente in rete che probabilmente avrei potuto mandare dal lato del suo rovescio. Ma, comunque, in un altro paio di altre occasioni lui ha servito molto bene. Non riesco a ricordare altri punti. Di solito ci vuole un po’ di tempo”.
Nadal e Federer secondo Andy
Tutti hanno parlato del tuo approccio aggressivo contro Nadal. Come confronteresti quel match con quello di oggi e con il tuo approccio alla partita con Federer?
“Penso che il secondo set non sia stato buono sotto questo aspetto. Il terzo è andato molto meglio. Ho cominciato a giocare più ficiino alla linea di fondo, a prendermi le mie occasioni. All’inizio del match, poi, ero riuscito a crearmi le mie chance. E’ stato un match diverso quello contro Roger. Con Rafa, lui poteva colpire la palla corta. Lui gioca tantissimo in top spin. Roger colpisce la palla più piatta. La palla ti arriva molto più veloce, così è più difficile colpire contro di lui. Lui in ogni momento può uscire con grandi prime di sservizio. E Rafa, certo, il suo servizio è molto buono, ma ti lascia sempre la possibilità di rispondere quando serve. Oggi invece non ne ho avute tante. Ma, per quanto riguarda il mio stile di gioco, è stato giusto per gran parte del match e sbagliato per altre, poche, parti”.
La pressione e il campo
Che cosa hai imparato dal tuo confronto con il peso delle aspettative da parte del Regno Unito?
“Non ho sentito tanto questo peso in campo. Ho avuto un sacco di messaggi di buona fortuna. Tutti mi auguravano il meglio da casa. Questo è molto piacevole. Una volta che sei in campo, non è che pensi a tutte queste cose. Certo avrei preferito tornare a casa con il trofeo. Sarebbe stato meglio per me e per tutti i miei sostenitori. Ma non è andata così”.
Cosa farai adesso?
“Mi prenderò un po’ di riposo e penserò a quello che voglio fare per il mio gioco, quali sono le mie priorità e i miei obiettivi. Arrivare alla seconda finale Slam è una grande soddisfazione. E di questo devo essere orgoglioso”.
Questo ti rende più desideroso di successi?
“Io adesso voglio vincere uno Slam. Fin da quando avevo 16, 17 anni, avevo realizzato che volevo vincere uno Slam. Ho lavorato molto duro per questo. Non è ancora abbastanza. Ma sono sicuro che prima o poi la vittoria verrà, magari dopo due sconfitt, un giorno andrà meglio”. C’è qualcosa che cambieresti se potessi andare indietro? “Probabilmente avrei provato un diritto più forte sul 2 pari nel primo set quando avevo avuto una palla break. Ma è facile dirlo adesso”. C’è qualcosa del tuo gioco che ti ha particolarmente deluso stasera? “Non ho servito bene nel primo set. Poi, ho servito meglio. Volevo un match ad alti livelli. E non sono particolarmente felice di come ho giocato il secondo set. Ma il resto è stato a un buon livello. ovviamente ho bisogno di migliorare, e di provare a far crescere il mio gioco per queste situazioni”.
Grande tennis
Hai detto che in questo torneo hai giocato il tuo miglior tennis. E’ deludente che tu non sia stato in grado di vincere il titopo dopo queste due settimane?
“Sono appena uscito dal campo. Ovviamente adesso sono abbastanza deluso. Ma penso che il mio tennis sta continuando a migliorare. Ho appena finito di parlare con mia mamma: è incredibile avere l’opportunità di giocare in questi grandi tornei, questi match. Non sono poi così amareggiato. Ho delle belle esperienze nella mia vita. Ho una lunga carriera davanti a me e avrò altre occasioni per vincere. E se le occasioni non ci saranno, esistono altre cose più importanti del tennis”.



















