Andy Murray alla ricerca del suo primo Slam

Si chiama Fred Perry l’ultimo tennista britannico che trionfò in un torneo dello Slam. Il leggendario campione inglese vinse nel lontano 1936 gli Us Open. Un successo che risale a 278 Slam fa. Negli anni successivi, ci sono stati cinque britannici (maschi) che sono riusciti ad arrivare ad approdare a una finale Slam, compresa anche quella che Murray si giocò nel 2008 agli Us Open contro Federer. Furono cinque tentativi, tutti quanti andati a vuoto. Andy domani si gioca un’occasione storica.
La vittoria di Murray significherebbe infatti il riscatto di una nazione dopo anni di attesa, ma anche, per lo scozzese, il balzo immediato al numero 2 in classifica, una posizione che riuscì a mantenere, l’anno scorso, per tre settimane, in concomitanza con la momentanea caduta di Rafa alla terza posizione. Federer invece rimarrà comunque al top, e lunedì comincerà per lui la 268esima settimana da numero 1.
“Ho ricevuto tantissimi messaggi di buona fortuna da amici e familiari che mi hanno scritto da casa”, ha detto Murray. “Sto tentando di rimanere concentrato per un altro paio di giorni, non penso a tutto quello che succederà una volta ritornato a casa. Avrò tempo di farlo quando il torneo sarà finito. E’ passato davvero tanto tempo da quando un britannico ha vinto uno Slam. Ma sarà comunque dura”.
Molto dipenderà da come scenderà in campo Murray e da come saprà gestire la pressione che inevitabilmente gli si riverserà addosso. Da campione navigato qual è Federer, non c’è da avere nessun dubbio invece su quello che farà domani lo svizzero, in una giornata così importante: darà il massimo. Per Murray le incognite sono tante: alle spalle ha una sola finale Slam giocata, e non così bene (perse in tre set). Lo aspetta un esame importantissimo. Lo supererà?
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