
“Stavo guardando il trofeo del Master, con i nomi dei vincitori fino al 2008. Ci sono così tanti nomi scritti là sopra. Nomi come Djokovic, Federer, Sampras. E nel 2009 c’è il nome di Davydenko là sopra, e ci sarà per sempre, su questo trofeo. Penso che sia fantatico. Nella storia delle Finali, che il mio nome sia là sopra, questo è qualcosa di grandioso per me”. E’ un Davydenko che sprizza gioia da tutti i pori quello che solleva la coppa del Master di Londra, quello che commenta poi una vittoria che nessuno si aspettava. Ha vinto lui. Anche la finale contro l’argentino Juan Martin del Potro. Il risultato finale dell’ultimo match è di 6-3 6-4 a favore del russo. In questa settimana di Master Davydenko aveva già battuto Nadal e Soderling nel round robin, e addirittura Roger Federer in semifinale. Ma la finale è un’altra cosa. E, oggi, con il giocatore che fino alla vigilia era dato per favorito, Juan Martin del Potro re del veloce, potente, gran battitore, gran picchiatore e re degli Us Open, ha vinto il “piccolo” e timido Nikolay Davydenko detto Kolya.
Eppure il gigante di Tandil era quello che aveva tutto per vincere qui, indoor, a Londra. Ma non era il suo momento. Il match lo ha dominato, dall’inizio alla fine, il giocatore venuto dalla Russia, il comprimario che, di solito, vince solo titoli minori, quello che ha detto che non vincerà mai uno Slam. E’ sempre lì, tra i primi in classifica, ma non riesce mai a emergere con un grande risultato.
Oggi ha vinto l’uomo comune, il 28enne bruttino dalla calvizie incipiente, che ha strappato la coppa a del Potro il grande, quello che tutti davano per vincitore certo della finale. Davydenko batte del Potro 6-3 6-4, in un match che è davvero senza storia. Con un Kolya che non molla nessuna palla, che con i suoi angoli velenosi, i suoi colpi d’anticipo e le sue accelerazioni improvvise, diventa il protagonista assoluto. Del Potro oggi non era al massimo, e a un certo punto si è anche molto innervosito, quando l’arbitro gli ha segnato un fallo di piede che non gli è andato giù.
Anche lui, a fine match, ha ammesso la superiorità dell’avversario. Oggi il migliore era Davydenko. “Questo torneo ha un grandissimo campione, come Nikolay”, ha detto del Potro. “Ha lavorato duro per battere tutti i giocatori sui quali ha trionfato questa settimana. Così, forse io devo migliorare un po’ alcune piccole cose. Ma lui ha giocato molto meglio di me, e questo è tutto. Ha giocato un tennis incredibile. Mi ha battuto giocando bene”. “Sono stato sorpreso di vincere con questo punteggio, 6-3 6-4, e soltanto in un’ora e 24 minuti di gioco”, dice ancora il nuovo Maestro. “In semi avevo giocato un match di tre set, duro, di più di due ore. In finale, non so, forse ho tenuto una buona concentrazione. Ero sorprendente. Sono stato concentratissimo fin dal primo punto del match. E questo credo sia stato molto importante per il match di oggi”. “E’ molto forte”, dice del Potro. “Non l’ho mai battuto sul duro o indoor. Lui è molto veloce. Gioca come la PlayStation. Corre su ogni palla. E’ molto difficile fare dei vincenti contro di lui. Ma penso che lui sia un grande campione”.



















