Nadal: la mia missione si chiama Davis





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La Repubblica Ceca ha giocatori di alto livello, è una squadra forte e affiatata. Ma la Spagna resta la grande favorita nella finale di Davis. Parola di Rafael Nadal, che sull’impengo che lo aspetta a fine anno punta moltissimo. Ci tiene da pazzi a essere anche lui l’artefice della conquista della insalatiera in quello che sarà l’ultimo appuntamento della stagione, in programma tra il 4 e il 6 dicembre. Gli avversari si chiamano Tomas Berdych e Radek Stepanek, due giocatori molto affiatati, che insieme fanno anche un ottimo doppio, e che, per le loro caratteristiche tecniche, preferiscono il veloce. La finale si gioca in Spagna, quindi si sceglierà la terra battuta, dove le furie rosse capitanate da Albert Costa sono di sicuro più forti. Ma, come saggiamente avverte Nadal, “anche se partiamo da favoriti, giocandoin casa, dovremo dimostrare sul campo di essere noi i più forti”.

L’anno scorso Rafa non potè partecipare alla finale di Davis per problemi fisici, che lo costrinsero a saltare anche il Master, che allora si giocava ancora a Shanghai. A sollevare l’Insalatiera dopo la straordinaria vittoria contro l’Argentina di Nalbandian e Del Potro, a Mar del Plata, furono Verdasco, Ferrer, Lopez, ancora col capitano Sanchez.

Poi Rafa rientrò a marzo per giocare contro la Serbia di Novak Djokovic. Il secondo turno, contro la Germania, si giocò a luglio, il periodo nero di Nadal, che aveva già dovuto dare forfait a Wimbledon. Ma Verdasco e compagni riuscirono a sbrigare la pratica, seppur con un risultato piuttosto tirato e con match molto duri: in quell’occasione, l’eroe di casa, quello del quinto punto decisivo, fu Mosquito Juan Carlos Ferrero, vincitore contro Beck dopo l’incredibile sconfitta (al quinto) di Verdasco contro Kohlschreiber.

Il resto, è storia recente. A settembre la Spagna ha trionfato 4-1 contro Israele mentre la Croazia si suicidava in casa con i cechi scegliendo la terra, con un Cilic e un Karlovic, per cercare di mettere in difficoltà gli avversari velocisti Stepanek e Berdych. Peccato che un bombardiere come Karlovic, e anche un attaccante come Cilic, siano quasi più amanti del veloce degli altri due. E così, la Repubblica Ceca in finale ci è arrivata con un comodo 4-1.

Con la Spagna, c’è da aspettarsi che la storia sarà molto diversa. La Spagna ha soltanto l’imbarazzo della scelta sugli atleti da mettere in campo, con una rosa di giocatori che non smettono di dimostrare il loro valore. Oltre a Nadal e a Verdasco, Feliciano Lopez in Davis raramente ha deluso, Ferrero ha tirato fuori dai guai la squadra con la Germania, e lo stesso Ferrer sulla terra sa come essere pericoloso. Le carte da giocare a capitan Costa non mancano. E le motivazioni più volte espresse da Nadal in proposito danno ulteriori speranze di vittoria.

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Scritto da isa il ott 24 2009. Registrato sotto Articoli. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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