Djokovic, finalmente una semi da Slam

E’ il suo Slam preferito. Non quello che ha vinto, d’accordo (quello fu Melbourne 2008), ma la superficie è quella amata, il cemento sul quale il suo tennis di picchiatore dà i risultati migliori. E finalmente, proprio a questo Slam, l’ultimo dell’anno, Novak Djokovic, sbarca in semifinale. Non era mai riuscito a raggiungere questo obiettivo quest’anno, nei precedenti Slam, tutti molto deludenti per il serbo. Che finalmente, qui, ha la sua occasione di riscatto al termine di una stagione deludente, per i suoi standard e le sue ambizioni. Ieri notte, contro il Verdasco determinato, potente e micidiale che in questi ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere, e apprezzare, ha giocato con orgoglio e generosità. E ha avuto la meglio.
Ha vinto in quattro set, esattamente come il suo prossimo avversario, Roger Federer. Ha vinto per 7-6 1-6 7-5 6-2. “Non sono riuscito ad arrivare fin qui negli altri tre Slam” dice Nole “Quindi mentalmente era molto importante per me vincere questa sfida ed essere semifinalista, per la prima volta negli Slam del 2009. Adesso mi sento sollevato, e spero di poter continuare a giocare bene”. Analizzando il match: “La qualità del primo set non è stata altissima. Ho fatto molti errori gratuiti, e lui pure, e sono stato fortunato ad avere la meglio nel tie-break. E nel secondo set non ero ancoar in grado di trovare un buon ritmo, specialmente sul lato del diritto, e lui ne ha approfittato. Lui è cresciuto. Ha giocato aggressivo e ha meritato di vincere. Poi, sono riuscito a tornare, e questo è quello che importa. Ho cercato di concentrarmi nel terzo set. Ho risposto meglio e di più ai suoi servizi, e penso di aver servito bene, uno degli elementi chiave della mia vittoria”.
Qual è il tuo atteggiamento quando lui è al suo più alto livello? Aspetti o reagisci e cerchi qualche altra soluzione? “Il pericolo quando giochi con Verdasco è lasciare a lui il controllo del match, perchè fisicamente è molto forte ed è in gradoo di fare un gioco molto completo e vario, specialmente sul suo diritto, come abbiamo visto nel match contro di me. Lui ha migliorato molto anche il suo rovescio, così riesce a stare molto più vicino alla riga di fondo. Gicoa meglio quando la palla è un po’ lenta perchè può fare più cose con quelle palle. E’ il motivo per cui ho provato a variare la velocità di palla, giocando alcune palle alte e poi palle veloci sul suo diritto e provando a portarlo fuori dal suo gioco preferito, che lui era riuscito a concretizzare nel secondo set. Ci sono riuscito”.
E NEL SUO BOX, I FIGLI DELLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE
Novak ha ospitato i figli delle vittime dell’11 settembre nel suo box… “Abbiamo avuto questa idea prima del torneo. E’ un gesto che spero significhi qualcosa per questi ragazzi. Ho incontrato alcuni di loro in queste due settimane. Ho portato loro dei regali dopo le partite. Ovviamente con loro non vogliamo parlare del passato, di quello che accadde quel giorno. Anch’io ho un’esperienza simile nel mio passato, ho vissuto la guerra, una situazione molto dura. Così, so come ci si sente, e voglio provare a portare loro qualche sorriso e farli divertire. Spero di averlo fatto. Oggi ho incontrato un ragazzo che vedeva dal vivo un match di tennis per la prima volta in vita sua. Erano dei quarti di finale agli Us Open, e di sicuro per lui è stata una fantastica sensazione”.
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[...] Partito bene, Nole sembrava incamminato sulla via di una facile vittoria. Cominciava infatti con un set vinto per 6-3 che prometteva bene: la netta superiorità tecnica di Nole sembra mettere troppa distanza tra i due. E invece, nel secondo e terzo set la battuta di Djokovic cala terribilmente (dopo il 70% di prime palle nel set di apertura scende al 45% nel secondo), l’avversario cambia ritmo, prende l’iniziativa e si rende artefice di un gioco brillante e aggressivo che spiazzano il semifinalista 2009. [...]