Andy Roddick, bello e sfortunato
Si giocava la sua grande occasione. Lo voleva vincere ancora, uno Slam. E ci credeva. Soprattutto nello Slam di casa sua, a New York, dove lui era uno dei candidati. Certo, non il primo. Ma ce la poteva fare. Soprattutto dopo la grande e sfortunata avventura di Wimbledon. E invece, Andy Roddick non è riuscito neanche ad approdare agli ottavi del torneo in cui era il grande beniamino. Non eliminato da Federer, Djokovic, Del Potro. A sconfiggerlo, in una partita epica decisa dal tie-break del quinto set (gli Us Open sono l’unico Slam dove il tie si gioca anche al quinto), è stato il semi-sconosciuto John Isner.
“Con il gioco particolare che lui ha, ci sono molte cose durante la partita che sono fuori dal tuo controllo”, ha detto Roddick dopo la sconfitta. Isner ha alzato alla grande il livello del suo gioco a rete. E il match è stato in gran parte deciso dal servizio, in cui Isner è un maestro. E’ stata una partita lacrime e sangue, in cui Roddick ha poco da rimproverarsi. Il punteggio, 7-6 (7-3) 6-3 3-6 5-7 7-6 (7-5), a favore di Isner, fotografa l’esatto andamento della partita, in cui l’americano del Nebraska, sotto di due set, è riuscito a capovolgere il risultato, seppur momentaneamente, con la forza della disperazione, e con la preziosa arma del servizio, che lo ha assistito alla grande.
Insomma, non ha molto da rimproverarsi, neanche questa volta. “E’ dura perdere così. Sono arrivato a questo torneo con grande fiducia, e andarmene così proesto era l’ultima cosa che volevo. Ma questo è il tennis. L’anno scorso giocavo male e sono arrivato ai quarti, quest’anno ho fatto il terzo turno. E’ così che vanno le cose in questo sport. Non c’è una ragione”.
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