Federer alla vigilia degli Us Open:
“Adoro New York, lo Slam più difficile”

L’anno scorso Roger Federer arrivava qui da numero 2, e soprattutto completamente (quasi) a digiuno di titoli. La stagione per lui era stata disastrosa, in pochi scommettevano su di lui. Eppure proprio da qui, a Flushing Meadows, cominciò la sua rivincita. Vinse lo Slam, senza neanche incontrare Nadal in finale, già eliminato da Andy Murray, restò numero 2 ma la sua caduta, che fin qui era sembrata inarrestabile, ebbe uno stop. E anche se successivamente ci fu ancora qualche momentanea defaillance, si comprese che Roger era tornato. Quest’anno Federer arriva a New York da grande, grandissimo campione.
E’ tornato numero 1, ha vinto in carriera almeno un titolo di ognuno dei quattro Slam, che in totale fanno 15. E proprio a New York ha già vinto per cinque volte di seguito. Insomma, più favorito di così… “Sto vivendo questi momenti in tutto relax” dice. “Quest’anno per me è completamente diverso rispetto al 2008. Sento di star giocando un grandissimo tennis. E questo mi dà grande fiducia e tranquillità nell’affrontare questo torneo”.
Roger dice che questo è uno dei tornei più duri. L’ultimo Slam della stagione, l’ultima occasione dell’anno per tutti di portare a casa un trofeo importante. Tutti ci tengono, tutti lottano al massimo. “Inoltre chiunque può giocare sul veloce. Non ci sono scuse perchè è la superficie su cui si gioca di più in assoluto sul circuito. I miei segreti per vincere qui? Crederci ed essere un giocatore abbastanza buono. Si vedono raramente sorprese agli Us Open, e penso che sia perchè siamo nel pieno della stagione, tutti sono al massimo e allora vincere qui è molto, molto difficile”.
Qual è il minimo comune denominatore del tuo dominio qui negli ultimi anni? “Ho avuto grandi successi penso nel 2004 e nel 2005 e in generale sul cemento, specialmente qui negli States. Ho vinto Houston, la Masters Cup nel 2003 e nel 2004. Ho vinto moltissimi Masters Series sul veloce, così gli Us Open sono in qualche modo parte di questo grande circuito. Sono sempre andato bene sul veloce. Ho avut un record incredibile anche nel rimanere tra i top players. Tutto questo ovviamente ti aiuta a essere in condizioni per fare bene agli Us Open. Adesso sono abituato a lottare molto anche perchè le condizioni sono molto difficili. Ma d’altro lato ho anche cominciato ad amare tutto lo scenario. Adoro New York, e soprattutto i fan. Tutto questo mi ha aiutato molto, soprattutto l’anno scorso”.
Al primo turno lo aspetta Devin Britton, un ragazzo di 18 anni che ha avuto la wild card per partecipare agli Us Open. “Ricordo quando di anni ne avevo 17 e ho preso la wild card per giocare a Basilea. Il mio avversario fu Agassi. Da una parte è stato un shock, ma entri in campo per divertirti e cerchi di dare il massimo. Qui è un po’ diverso da Basilea, qui è un torneo del Grande Slam. Ma penso che comunque per qualsiasi giocatore di tennis questa sia una bella chance. Ed è comunque un matche da vincere. Dovrò fare molta attenzione. E giocare un buon tennis”.
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