Starace: il tennis azzurro ha i numeri giusti

Written by isa on luglio 21st, 2009

starL’INTERVISTA
Nel tennis non contano soltanto i numeri. Guardate Nadal, che fino a meno di due mesi fa sembrava l’uomo dei record, il guerriero indomabile e imbattibile, l’unico e solo possibile numero 1. Sono bastati un paio di tornei sotto le attese e un momentaneo stop a farlo cadere dal trono e scivolare al numero 2.

Si rialzerà. Come si rialzeranno i giocatori azzurri che adesso in classifica sembrano in caduta libera. Non ne vuole proprio sentir parlare di tennis italiano in crisi, Potito Starace, oggi 94 in classifica, con un best ranking da numero 27.

“Volete un top ten italiano? Quello oggi non c’è”, dice, categorico. “Fognini è giovane e salirà (oggi è al numero 72). Bolelli e Seppi, rispettivamente 71 e 46, quest’anno hanno perso diverse posizioni, dopo aver disputato una buona stagione l’anno passato? Non cambia molto tra essere il ventisettesimo al mondo, com’è stato il nostro numero 1, Andreas Seppi, lo scorso luglio, e scendere al 46, la sua attuale posizione. Il ranking dipende da una serie di fattori: oltre ai risultati ci sono gli infortuni, i sorteggi in tabellone, le alchimie del momento e della giornata. Per questo i numeri in classifica sono soltanto uno degli indicatori del valore di un giocatore, ma vanno interpretati e non assolutizzati”.

w1TORNEI “MINORI”?
La prova che queste parole sono vere? Sta proprio in uno degli ultimi tornei “minori” a cui Starace ha partecipato di recente. Il Challenger di Lugano quest’anno è stato un torneo di livello indiscutibile, e non solo perchè la testa di serie numero 1 era Stanislas Wawrinka. C’erano promesse magari ancora inespresse come l’australiano Bernard Tomic, anni 17 (non ancora compiuti), o la rivelazione del Roland Garros Josselin Ouanna. Il pubblico, e anche il gioco, sono stati quello delle grandi occasioni, per un evento considerato quasi “provinciale” nel circuito del tennis.

“Mi auguro con tutto il cuore che si realizzi quello che è l’ambizioso sogno degli organizzatori: promuovere questo appuntamento a torneo Atp” dice ‘Poto’ a “Speciale Tennis”. “Io ormai sono un affezionato del Challenger svizzero. E ho toccato con mano che negli anni la sua qualità è salita”.

nbRobin2.jpgVERSO GLI STATES
Intanto, in queste settimane di piena estate, Potito pensa solo a incamerare punti, fare tornei, recuperare gioco e fiducia dopo gli infortuni che negli ultimi tempi lo avevano frenato. “La stagione per me era iniziata male. Ho vinto poco nei tornei di inizio anno. Non è stato facile ingranare. Poi, finalmente, è andata bene a Barcellona, dove ho vinto due bei confronti con Ernests Gulbis e con Robin Soderling, ed è arrivata anche qualche bella soddisfazione come la finale al Challenger di Lugano contro Wawrinka (‘ho preso le misure per batterlo in Davis’, scherza…) e il titolo al Challenger di Torino. Adesso mi aspettano altri tre tornei sul rosso, la mia superficie preferita: in questi giorni sto giocando Amburgo, poi sarò a Umag e chiuderò i tornei sul rosso con il Challenger di San Marino”.

Dopo di che, si entra nella stagione del cemento in vista dello Slam americano. “Farò un richiamo fisico per prepararmi al veloce, mi allenerò una decina di giorni per potenziare il mio gioco e i miei colpi su quella superficie. E come anticipo allo Slam americano, in programma ho New Heaven. Niente di più: salto Cincinnati e Montreal perchè mi conosco. Dopo la stagione sulla terra, che è stata dura e intensa, ho bisogno di uno stop per mettere a fuoco i nuovi schemi da applicare sul cemento. So che dopo un fuoco di fila di tre, quattro tornei devo prendermi una pausa. Preferisco non tirare troppo la corda per evitare di rischiare infortuni e guai fisici”.

seppiestaraceIL SOGNO DAVIS
In effetti, di momenti di stop Starace, da qui all’autunno, se ne potrà concedere ben pochi. Subito dopo Flushing Meadows, in programma dal 31 agosto per due settimane, ci sarà giusto il tempo per volare in Italia e ritornare con testa e gambe sul gioco da terra rossa, dove si disputerà, tra il 18 e il 20 settembre, a Genova, la sfida di Davis tra Italia e Svizzera per tornare in serie A. E sarà la Svizzera di Federer: Roger ha già confermato più volte che lui ci sarà. Ma Starace è tranquillo. “Sappiamo che la Davis può riservare grosse sorprese. A nostro favore abbiamo che si gioca in casa, il tifo è per noi, e la superficie è la nostra preferita. Ce la giocheremo”. Sarà comunque una sfida durissima, on un Federer tornato ai suoi massimi livelli dopo l’accoppiata Parigi-Wimbledon, preceduta dal titolo di Madrid.

 

nfI PIU’ GRANDI
Roger è tornato al comando del tennis mondiale. E sembra che il suo primato, insieme con quello di Rafa, sia intoccabile. “Questa è una quasi certezza. Da quando ci sono loro a fare coppia fissa in cima al tennis, non c’è nessun altro che possa insidiare il loro primato. Hanno dimostrato di essere i più grandi, soprattutto per una continuità di gioco e di risultati che non ha eguali. Finchè Rafa e Roger tengono questi livelli, è molto difficile che qualcuno riesca a intaccare il loro dominio. Tempo fa, quando c’erano gli inter-regni di Hewitt, Roddick, Moya che si alternavano al vertice dopo l’era Sampras, si creavano più possibilità anche per gli altri di ambire a una salita”. Adesso no. Adesso, che perfino due mostri come Murray e Djokovic sembrano arrancare, tutto appare cristallizzato in una “dittatura a due” di pura (o quasi) perfezione.

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