Andy Roddick contro Roger Federer
Wimbledon, la finale che non ti aspetti
Dal 2006 erano sempre stati Rafael Nadal e Roger Federer i due finalisti a Wimbledon. Nel 2005 un certo Gilles Muller aveva eliminato Rafa al secondo turno in quattro set. E in finale ci era arrivato, con lo svizzero, Andy Roddick. Replicando la finale dell’anno prima, ancora con Roger Federer vincitore. Quest’anno si replica per la terza volta. Le altre due lo svizzero aveva sempre avuto la meglio. E domenica? L’americano sembra decisamente in forma, nel suo cammino in tabellone ha sconfitto avversari di spessore, ultimo dei quali Andy Murray, e da mesi dice che il suo ultimo coach, Larry Stefanki, lo ha chiamato con il preciso scopo di tornare a vincere uno Slam.
In passato A-Rod ha conquistato gli Us Open: era il 2003, l’anno d’oro della sua carriera, quando raggiunse il vertice della classifica, mantenuto dal novembre di quell’anno al gennaio del 2004. Adesso, la possibilità reale di vincere un altro Slam, il più prestigioso, il ragazzo del Nebraska ce l’ha di nuovo. Non ha avuto un cammino facile per arrivare in finale a Church Road. Quattro set per passare il primo turno con Chardy, ancora quattro con Kunitsyn, idem contro Melzer. Solo con Berdych gliene sono bastati tre per sbarcare ai quarti, dove un motivatissimo Lleyton Hewitt lo ha fatto soffrire e dove Roddick è riuscito a conquistarsi il ticket per le semi solo al quinto set.
Infine, uno dei due favoriti di questa edizione di Wimbledon, Andy Murray. I due hanno giocato la grande battaglia, dato spettacolo con un tennis vario, pieno di angoli, servizi fulminanti, rotazioni, schemi d’attacco, discese a rete quasi sempre vincenti da parte dell’americano. Nel complesso A-Rod ha tenuto meglio, mentre l’altro Andy ha subito la pressione del pubblico che lo voleva trionfatore a tutti i costi, e in alcuni momenti del match, spesso quelli cruciali, ha dato l’impressione di aver paura. Non a caso, ha perso entrambi i tie-break giocati, nel terzo e nel quarto set.
“Ho dovuto giocare il mio miglior tennis per vincere”, ha detto Roddick dopo la partita. “Non arrivi per caso in finale a Wimbledon. C’era la condizione fisica, il rovescio funzionava bene, il servizio pure. Il mio è stato un lungo cammino che ha dato finalmente i suoi frutti. Ho lavorato sodo, e ho visto i risultati. Larry ha sempre creduto che noi potessimo arrivare a questo punto. Quanto alle mie precedenti sfide con Roger, ho sempre avuto degli approcci differenti al gioco. Ma penso che forse adesso più che mai io potrò variare e forse ho acquistato più fiducia. Oggi sono stato capace di venire avanti, molte volte. Sentivo di fare le cose giuste e di tirare i colpi che ci volevano, e questo è un segnale incoraggiante”.
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