
L’anno scorso al secondo turno gli toccò in sorte Rafael Nadal. E gli diede parecchio fastidio. Quest’anno contro Ernests Gulbis, che ha eliminato il nostro Riccardo Ghedin, in tre set, sempre al secondo turno giocherà niente meno che Andy Murray. I due si erano incontrati in passato, sull’erba, al Queen’s, dove lo scozzese aveva avuto la meglio.
Ma… “Era stato uno strano match” dice il lettone “perchè avevo giocato abbastanza bene, e lui, non ricordo, ma ricordo che avevo avuto delle buone sensazioni (Gulbis perse 5-7 6-1 6-4 ndr). Al terzo set chiede il medical time, quando eravamo a giochi pari. In effetti non aveva niente, ma questa cosa mi spezzò il ritmo, e non avevo abbastanza esperienza per gestire questa situazione. Poi ci siamo incontrati a San Pietroburgo. Ero molto stanco per la stagione intensa, così ero stato contento di come avevo giocato. Era stato un buon match, ma con la testa mi sentivo già a casa. Voglio dire, naturalmente non intendo che l’avrei potuto battere, ma… considerando quei due incontri che ho perso contro di lui, credo che sarà completamente diverso e il passato non conterà così tanto”.
Insomma, Gulbis, con quella sua solita aria sorniona, vuol dire che crede di avere qualche carta da giocare? La partita sarà sul Centrale, con tutto il pubblico a tifare alla morte per il suo beniamino. Reggerà la pressione, Ernests? “Okay, sappiamo che qui a Wimbledon il pubblico è importante. Loro saranno tutti per lui. Ma non disturberanno il mio gioco. A me non importa se la gente è con il mio avversario. Ricordo quando ho giocato in Macedonia. Erano molto aggressivi nei miei confronti. Così penso che qui sia più facile”.
Si annuncia una bella sfida. Gulbis dice di aver lavorato molto sul fisico e sul gioco. La forma ideale è raggiunta. Ha bisogno di vincere per guadagnare più fiducia, dice. Ma pensa che “se riesco a fare un buon torneo, posso riuscire a giocare meglio”.



















