Djokovic “emarginato” a Wimbledon?





novakConcentrazione a mille. Ecco il segreto, finora, del successo di Novak Djokovic qui a Wimbledon. Ieri ha sconfitto in tre set Dudi Sela (6-2 6-4 6-1), che fin qui aveva ben figurato, e al quale Nole ha concesso davvero poco. “Ho cercato di non sottostimare il mio avversario”, ha detto il serbo dopo il match “anche se evidentemente ero io il favorito. Ma ovviamente lui ha una qualità: ha raggiunto il quarto turno a Wimbledon. E sapevo che è un giocatore molto veloce contro cui avrei dovuto essere aggressivo e attaccare in continuazione. Ho giocato sul campo 3, dove non andavo da due anni, così ho anche avuto bisogno di abituarmi alla superficie all’inizio della partita. Il rimbalzo è diverso, e la palla è più veloce del Centrale. Ma in generale sono felice di aver chiuso in tre set”.

Il prossimo avversario di Nole sarà Tommy Haas, che ha eliminato Andreev. E il tedesco, solo un paio di settimane fa, lo ha battuto sull’erba di Halle. “Era stato un match molto strano per me perchè non mi sentivo a mio agio sul campo in quella finale. Avevo fatto dei buoni match e altri terribili, avevo avuto molti alti e bassi nel torneo. Stavo ancora prendendo confidenza con l’erba e con i movimenti giusti, il modo in cui avrei dovuto giocare. Ma qui è diverso. Ho già giocato bene due, tre partite. Ho preso fiducia. Certo, Tommy è un grande giocatore e sta giocando davvero bene ultimamente: ha portato Roger al quinto set a Parigi, ha vinto ad Halle, e qui ha fatto, e vinto, alcuni match maratona. E’ molto aggressivo. Gioca il serve and volley. Spinge anche sulla seconda. Mi metterà molta pressione, è logico, così dovrò avere molta pazienza e giocare aspettando le occasioni per chiudere”.

Gli chiedono se lo ha sorpreso essere “relegato” sul campo 3 per una partita così importante. “C’erano molti importanti incontri in giornata. Tanti buoni giocatori, match interessanti. Non credo ci siano critiche da fare. Avevo giocato su quel campo in passato. E’ normale doversi organizzare su campi diversi. Non puoi giocare sempre sul Centrale”. Sarà… Che Novak venga poco considerato in questo Wimbledon pare comunque sempre più un dato di fatto. Il quartetto dei Fab Four, fuori Nadal, sembra si sia ridotto a un ancora più esclusivo “Fab Two”.

Lui non se la prende, e fa il suo gioco. Parla della sua forma fisica, un po’ discontinua durante la stagione. “Penso sia dovuta a una combinazione di cause. All’inizio della stagione il cambio della racchetta mi è pesato più sul piano mentale, credo. Poi ho avuto tempo pe abituarmici, e le cose sono andate meglio da Miami, dove ho giocato la finale, e poi la stagione sulla terra è stata fantastica fino a Parigi. Poi non ho fatto quello che avrei dovuto. Ma penso di essere stato solido, tranne che a Parigi, negli ultimi due, tre mesi. Devo guardare al lato positivo e cercare di trovare motivazioni a vincere per le prossime sfide”. La forma raggiunta è quella giusta, assicura, anche se adesso, alle battute finali, lo aspettano grandi giocatori.

Sulla superficie più lenta dei campi di Wimbledon, insomma sulla “terba” dice: “Che sia più lenta di 10, 15 anni fa, è certo. Voglio dire, allora non giocavo, così non posso parlare della mia esperienza. Ma soltanto a guardare il tennis di dieci anni fa e di oggi, è chiaro che è uno sport diverso perchè allora erano i giocatori del serve and volley che dominavano il gioco. E’ un peccato che oggi non ce ne siano tanti. Questo è il motivo per cui penso che ci manchino giocatori come Ancic, come Henman. Era bello vedere quel tipo di gioco. Adesso ci sono più giocatori bravi da fondo, e questo è più adatto al mio gioco e meglio per me. Ma penso che comunque alla gente piacerebbe ancora vedere il serve and volley”.

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Scritto da isa il giu 30 2009. Registrato sotto Articoli. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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